Riccini Ricci, Mencarelli, Laureti e Mercalli (foto Fabrizi)
Riccini Ricci, Mencarelli, Laureti e Mercalli (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Crowdfunding di almeno 90 mila euro per restaurare otto opere terremotate. Scatta da Spoleto, precisamente dalla Rocca albornoziana, l’intervento solidale per recuperare pezzi d’arte danneggiate del sisma in tutto il Centro Italia «perché – come hanno detto la direttrice Rosaria Mencarelli e la soprintendente Marica Mercalli – la cultura è il filo rosso che lega le aree del cratere».  Sì, perché obiettivo dell’iniziativa organizzata, in collaborazione con IMMaginario e nell’ambito del progetto già avviato Lightquake, è reperire fondi per assicurare interventi non soltanto su opere provenienti da Norcia, Cascia e Preci, ma anche da Amatrice, Arquata del Tronto e Visso.

Le otto opere da salvareIn particolare la scelte delle tre Soprintendenze coinvolte è ricaduta sulla Vespasia Polla (3.500 euro) di età imperiale romana del Museo della Castellina di Norcia, che partecipa al crowdfunding anche con la terracotta dipinta Santo francescano (6 mila euro) risalente alla seconda metà del XV secolo. Da Preci c’è urgenza di recuperare la Madonna col bambino (12.500 euro) scultura lignea del XVI secolo con parti di stoffa gessata, mentre Cascia è in cerca di risorse per il dipinto su tela la Madonna del bambino benedicente tra il Santo Vescovo e Santo Stefano (4 mila euro). L’altra tela è l’Annunciazione di Bernardino Zocchi (5 mila euro) datata 1670 e recuperata dalle macerie della chiesa di Cossito, frazione di Amatrice. La città del Reatino distrutta dal sisma attende invece l’intervento dei restauratori direttamente nel Santuario della Madonna della Filletta nella frazione di Rocchette dove sono stati danneggiati i dipinti murali del XV-XVI secolo (40 mila euro). Da Arquata del Tronto arriverà invece il Compianto sul Cristo morto (10 mila euro) attribuito a Niola Filotesio detto Cola dell’Amatrice, mentre da Visso la Madonna della cintola (9 mila euro) di Silvestro della Sarta risalente al 1618.

Soprintendente: «Messi in salvo tremila pezzi» A fornire i dettagli sulla raccolta fondi è la direttrice Mencarelli: «L’associazione Rocca composta da Comune, Regione e Mibact ha aperto un conto corrente dedicato per il crowdfunding che interessa opere sia di proprietà comunale che ecclesiale a cui spetterà il compito di progettare gli interventi, che saranno poi approvati dalla Soprintendenza, soltanto a quel punto verranno assegnate le risorse raccolte con le donazioni. Ci aspettiamo – ha detto – un successo importante». Al lavoro per salvare le otto opere anche IMMaginario con Alessandro Riccini Ricci che si prepara a organizzare «la campagna di promozione anche attraverso la collaborazione di sportivi e personalità umbre disponibili a impegnarsi per la cultura. Chi donerà – ha poi detto – verrà premiato con pubblicazioni o inviti ad eventi». Ma l’elenco delle opere estratte dalle macerie della Valnerina è ben più lungo: «Abbiamo concluso le operazioni di recupero delle opere (a vista o custodite in chiese e musei lesionati, ndr) e attualmente – ha spiegato la soprintendente Mercalli – sono circa 3 mila i pezzi custoditi nel deposito della Regione a cui va dato atto – ha detto – di aver realizzato nel 2008 degli spazi adatti sotto tutti i punti di vista».

Laboratorio di restauro a Santo Chiodo Non tutte le opere sono «ammalati gravi» tant’è che già il 25 febbraio proprio la Rocca aprirà a una serie di appuntamenti con Opere d’arte in transito dalle zone del sisma, strettamente collegata alla raccolta fondi: «Queste iniziative – ha osservato la soprintendente – mettono insieme sia la tutela e la valorizzazione dei beni culturali nel momento in cui, di fronte all’emergenza, c’è grande necessità di lavorare tutti insieme anche per fronteggiare i costi enormi della ricostruzione». Dopo l’intervento dei Musei Vaticani, che restaureranno altre otto opere poi destinate a una mostra alla Rocca, alla fine di febbraio proprio nel deposito regionale di Spoleto sarà operativo il laboratorio di restauro che curerà le prime operazioni di messa in sicurezza «su opere – ha spiegato la Mercalli – sia particolarmente importanti che gravemente danneggiate». Al lavoro grazie alle borse di studio della durata di un anno finanziate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ci saranno dieci restauratori ex allievi dell’Opificio delle pietre dure, uno degli istituti centrali del Mibact.

Urban light art Tra gli eventi collegati anche il seminario Urban light art, presentato a Spoleto dalla prof del Politecnico di Milano, Gisella Gellini: «Un momento di approfondimento sul rapporto tra la Light Art e il patrimonio storico nello spazio urbano per professionisti, aziende, studenti e al pubblico, che si focalizzerà sulla ricerca e la scoperta dei rapporti tra questi due mondi, ambito di sperimentazione e di interventi specifici».

@chilodice