di Dan. Bo.
«Lo facciamo con passione, dedizione e cuore, ma è pur sempre un lavoro». Così lunedì mattina Maurizio Fattorini, funzionario dei vigili del fuoco di Perugia che nella sede del comando provinciale ha presentato l’attività fatta nei giorni scorsi dalle unità cinofile a Genova. Accanto a lui Massimo Mancinelli e Fabrizio Caira del comando di Perugia e Andrea Guiso e Stefano Albergotti di quello di Terni insieme ai cani Derby (un border collie), Jana (un australian shepard), Kreole (una femmina di bovaro bernese) e Apo (un australian kelpie).
VIDEO: «NO A ESALTAZIONE DELLA NOSTRA ATTIVITÀ»
No esaltazione «Il nostro lavoro è quello del soccorso tecnico in emergenza e temiamo – ha detto ancora Fattorini – l’esaltazione della nostra attività. Abbiamo letto molti messaggi che lo evidenziano e va ricordato che si tratta di un lavoro inserito in quello più complessivo dello Stato; altri infatti insieme a noi hanno fatto un lavoro meraviglioso. No agli eccessi e alla esaltazione, anche perché poi è difficile non farsi inimicizie o farsi venire strane idee». Tutti gli operatori sono rientrati nelle scorse ore in Umbria e al momento non ce ne sono altri della regione a lavorare tra le macerie del ponte Morandi. «Genova – ha detto uno dei vigili del fuoco umbri – ci ha dato una grande testimonianza di vicinanza, morale e materiale». Le unità addestrate per le ricerche in superficie e sotto le macerie sono già state impegnate in Umbria nelle zone più colpite dal terremoto di fine 2016.
Scenario diverso Tutti hanno parlato di uno scenario «diverso dal solito» e tecnicamente «molto difficile», con un’operazione che viene descritta come «un ulteriore importante tassello» del loro lavoro e del proprio bagaglio di esperienze, in grado di saldare ancora di più il rapporto tra uomo e cane. Animali «che sanno distinguere quando è il momento di giocare e il momento di lavorare»; uomini e cani sono stati inseriti nel dispositivo di soccorso organizzato nella zona dei crolli e hanno operato insieme alle squadre di altri comandi con turnazioni di sei ore, controllando la zona dell’isola ecologica, della tratta ferroviaria e del fiume Polcevera. Il loro contributo, in uno scenario così complesso e articolato, è stato determinante per il ritrovamento di alcune persone, purtroppo non più in vita.
Addestramento Nel complesso i vigili hanno parlato di «una situazione inusuale rispetto alle altre del passato soprattutto per le grandi masse di cemento presenti, con le ricerche che si alternavano alle lunghe operazioni di scavo fatte con dei mezzi imponenti, così come imponenti erano le macerie. I nostri sforzi e l’impegno che mettiamo per educare i cani, dopo una fase di addestramento molto dura, sono ripagati dall’eccezionale lavoro che questi fanno sul campo». La realtà operativa dei cinofili dell’Umbria è ormai decennale e in continua espansione in termini di numeri e professionalità. Dopo una verifica iniziale vengono sottoposti, con cadenza mensile, a prove per la verifica del mantenimento delle capacità operative che vengono effettuate in vari siti nazionali. Tra le zone di addestramento c’è anche quella di Città di Castello, dove è operativo un campo macerie.
Twitter @DanieleBovi
