di Marta Rosati
Era il primo settembre 2017 quando il prefetto Paolo De Biagi si insediò a Terni, prendendo il posto di Angela Pagliuca. Nelle sue prime parole il cenno alla coesione sociale della Conca: «Era l’aspetto di questo territorio che mi pareva più caratterizzante e rappresentativo almeno da una conoscenza sommaria ed esterna, ma oggi non potrei che dire lo stesso. Terni è una provincia largamente fiaccata dalla crisi economica che soffre più della vicina Perugia in termini occupazionali e di investimento, poi costretta a fare i conti con la crisi amministrativa e se non bastasse dallo stato di dissesto del Comune non così frequente nei capoluoghi di provincia. Ci sono famiglie in difficoltà, aziende che chiudono, ma il tessuto sociale è sano, fatto di pasta buona, come calda e simpatica è la tifoseria rossoverde. Sono stato allo stadio, mi sono divertito nonostante la squadra presentasse svariate lacune, speriamo in un ripescaggio della Ternana e speriamo che si sappia presto perché è opportuno mettere mano al mercato».
Intervista al prefetto De Biagi È questa l’idea che il 64enne originario di Pesaro si è fatto della città e del territorio, vivendo perlopiù una vita di Palazzo ma non rinunciando ad uscire anche da solo. Lo racconta a Umbria 24 in un’intervista: «Terni di fondo vanta un’educazione solida, correttezza, rispetto delle regole, di certi valori. Sono rimasto favorevolmente impressionato dalla pacatezza dei toni in campagna elettorale, le crisi di fondo che sono tipiche del periodo non sono sfociate in tensioni gravi, mi sono complimentato per questo con i candidati alla corsa di Palazzo Spada perché questo passaggio è stato affrontato in maniera civile». A proposito di campagna elettorale, se c’è stato un tema portante è stato quello della sicurezza: «Se c’è richiesta da parte della popolazione, evidentemente c’è un bisogno – premette De Biagi -. Il numero dei reati è in calo ma la gente si sente insicura e le cause sono infinite. Certo è che se un agente di polizia viene ferito, la percezione della sicurezza non può che peggiorare ma non si possono non considerare l’impegno, la passione e la dedizione delle forze di polizia». Rispetto al dibattito nazionale in corso sul’impiego del Taser e l’abolizione del reato di tortura, ovviamente il prefetto non si sbilancia: «La sperimentazione in atto da un lato e il confronto in Parlamento dall’altro – dice -, ci daranno le risposte»
Il tema della sicurezza La Prefettura rispetto alla crescente richiesta di sicurezza intanto non è rimasta a guardare: «La coperta è corta – sottolinea De Biagi – ma qualunque possibilità di intervento è stata sfruttata». Il riferimento è ai recenti patti siglati coi sindaci della provincia per implementare i servizi di videosorveglianza, come pure agli incontri tra forze dell’ordine e cittadini in Valnerina, dopo l’escalation di furti verificatisi nei mesi scorsi. Non solo: «Continueremo a chiedere un incremento di risorse umane perché più personale significa più possibilità di intervento ma intanto da mesi l’obiettivo è ‘ottimizzare quanto abbiamo». Dal suo arrivo a Terni, un tavolo tecnico di coordinamento tra questura, caserma e polizia locale si tiene ogni lunedì: «Una prassi nata in un primo momento per regolamentare la movida – ricorda De Biagi -, e per me rappresenta una priorità questa, perché la voglia di socialità di questa città è davvero bella e insieme alla questura stiamo garantendo una certa serenità con le pattuglie, ci sono risultati importanti». A confrontarsi col prefetto di Terni però si percepisce il suo desiderio di vedere realizzati interventi ‘a monte’ piuttosto che ‘a valle’: «Non vorrei dire cose banali, ma il decoro e la presenza di luoghi di aggregazione sono fondamentali».
Tossicodipendenza Proprio così, perché se le uniche possibilità di passatempo per i giovani sono nei bar, nei pub e nei locali notturni qualcosa finisce per non funzionare: «Il fatto che non ci sia più un teatro è un vero male per questa città». De Biagi concorda che a Terni farebbe bene avere spazi di cultura aperti sino a tardi, la bct ad esempio, perché se c’è una cosa che invece preoccupa notevolmente il rappresentante del governo sul territorio è la tossicodipendenza: «Il fenomeno è in spaventosa crescita, ha una platea ampia e molto giovane, ed è anche molto più difficile controllarlo rispetto a reati violenti e furti». Se il prefetto dovesse andarsene domani come si congederebbe? «Mi sento sempre a servizio della comunità in cui opero, per quella spendo energia e impegno, lavorando seriamente con la massima trasparenza e correttezza che insieme all’onestà sono caratteristiche di cui vado fiero; pur sapendo di non essere il prefetto migliore del mondo, se posso dare una mano alla città lo faccio volentieri, l’ho già detto a chi ha risorse e potere. Terni ha delle belle potenzialità – chiude con speranza – culturali, musicali e sportive».
@martarosati28
