di Iv. Por.
Una «violenta emergenza» quella che sta interessando l’Umbria per il Covid-19. A definirla così la presidente Donatella Tesei nel corso della conferenza stampa sull’ospedale di Spoleto. «Purtroppo – ha aggiunto – la curva è esponenziale, quindi stiamo agendo con fermezza e immediatezza per riorganizzazare i presidi ospedalieri secondo un modello prestabilito che era fatto in questo modo». Tesei ha specificato che i posti di terapia intensiva disponibili sono «93 e non 70 come si continua a dire e sono in continua crescita secondo un progetto modulare estendibile fino a 124. Non lo abbiamo fatto prima perché dopo la prima ondata abbiamo riorganizzato tutto quello che era stato sospeso per il recupero delle liste di attesa. A ieri – ha concluso – avevamo 10 posti disponibili». Nel tardo pomeriggio la Regione ha poi comunicato che i posti sono di tearapia intensiva sono 97.
Terapie intensive, occupazione al 75% Il cui numero «cresce giornalmente proprio perché organizzate attraverso moduli» spiega una nota di palazzo Donini, dettagliando che dei «97 posti 39 sono riservati a malati Covid (occupate 31) e 58 generaliste (occupati 43)». Nel tardo pomeriggio di lunedì, dunque, i posti di terapia intensiva negli ospedali umbri erano 23 posti, ma «a questi si aggiungono i 27 posti in attivazione secondo il piano regionale che porterà l’offerta a 124 postazioni» a fronte dei 69 posti disponibili prima dell’emergenza Covid. La suddivisione delle Terapia intensiva, prevede 23 posti a Perugia, 31 a Terni, 11 a Città di Castello, 8 a Branca-Gubbio, 13 a Foligno, sei a Spoleto e 5 a Orvieto.
Ospedali Covid Sulla situazione in evoluzione, il direttore alla sanità regionale, Claudio Dario, ha sottolineato che «recluteremo anche altri ospedali perché dal 4 ottobre c’è stato un aumento di oltre il 500 per cento sull’utilizzo dei posti letto. Stiamo attivando realtà a seconda dell’evoluzione dell’emergenza». Per ora non ancora Orvieto, dove ci sono comunque 4 posti in cosiddetta “area grigia”, che domenica sera sono stati utilizzati per la temporanea richiesta del 118. «Dopo i tamponi positivi – è stato sottolineato – i primi due sono stati trasferiti a Foligno e gli altri saranno dislocati tra Foligno e Terni». Per ciò che riguarda l’ospedale da campo sono arrivate due offerte. La gara si chiuderà entro il 31 ottobre per ci saranno 30 giorni per le forniture.
Dem attaccano Intanto i consiglieri del Gruppo Pd in Regione puntano il dito sulla Giunta regionale. «Dopo aver fatto trascorrere invano mesi preziosi, senza preparare il sistema sanitario umbro all’eventualità di una seconda ondata della pandemia, dimostra adesso di agire nella più totale improvvisazione e autoreferenzialità mettendo a rischio la salute dei cittadini e l’efficienza dei servizi».
Squarta: «Unire le forze» «Unire le forze e impegnarsi verso un unico grande obiettivo: contrastare e arginare la diffusione del virus”. È quanto dichiara il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta (FdI). «Tutte le forze politiche, a ogni livello, dai consigli comunali a quello regionale, le parti sociali e i sindacati – spiega Squarta – devono unirsi in questa difficilissima battaglia nell’ambito di un confronto costruttivo. Considerato il momento storico straordinariamente difficile che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19, dal punto di vista sanitario, ma anche legato alla forte tensione sociale, è fondamentale il contributo di tutti, ognuno con le proprie specificità, per fare squadra e pensare di uscire da questo drammatico momento. Tutti – prosegue Squarta – dobbiamo essere consapevoli che il disagio sociale c’è e va ascoltato. La coesione sociale è fondamentale in questo momento. Purtroppo ci sono migliaia di imprese, da ristoranti, bar e pubblici esercizi a chi lavora con le fiere, ai gestori di palestre, piscine, impianti sportivi, sale gioco, liberi professionisti e tante imprese di diversi settori che rischiano la chiusura definitiva facendo perdere migliaia di posti di lavoro. Oggi più che mai – conclude – serve unità per salvare la scuola, il lavoro e la sanità».
Chiodini: «Non fermare tracciamento» E un sindaco dem come quello di Magione, Giacomo Chiodini torna su una questione molto dibattuta: lo stop ai tamponi ai contatti asintomatici dei positivi e le difficoltà di tracciamento. «E’ imprescindibile – afferma in una nota – rafforzare l’azione di tracciamento dei contatti dei casi positivi sul territorio. Gli enti locali possono offrire, come già in parte stanno facendo, aiuto per consentire che non ci siano passi indietro in materia di indagini epidemiologiche, che rappresentano un’azione di prevenzione irrinunciabile per arginare il contagi. Siamo pronti – aggiunge – anche a offrire personale pur di evitare che vi sia una riduzione di questo tipo di attività. Fino ad ora il lavoro svolto dal dipartimento di prevenzione del distretto Usl del Trasimeno è stato encomiabile, ma si rischia con questi ritmi di crescita, e l’attuale numero limitato di persone operative, di non riuscire a coprire tutti i casi che stanno emergendo. Sui tamponi inoltre – conclude Chiodini – è opportuno fare il possibile perché vengano eseguiti in maniera capillare a tutti i contatti stretti di caso anche se asintomatici».
Gravi problemi di organico Dopo la proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori della sanità umbra da parte di Cgil, Cisl e Uil è intanto arrivata la convocazione in Regione per i sindacati. Martedì alle ore 15.30, in modalità videoconferenza, è convocato un incontro avente ad oggetto la “prosecuzione del tavolo di confronto regionale sulle tematiche afferenti il personale delle aziende del sistema sanitario regionale”. «Ci sono gravi vuoti di organico, disorganizzazione nei servizi, problemi di sicurezza – sottolineano i sindacati – Tematiche che toccano non solo i lavoratori della sanità ma anche, direttamente ed indirettamente, i cittadini, perché se il sistema di prevenzione ed assistenza non è in grado di rallentare i contagi e di curare tempestivamente i malati, la sanità va in sofferenza ed è necessario adottare misure più restrittive: una situazione che non solo, dunque, genera maggiori rischi per la salute, ma che produce anche ingenti danni economici. Domani, chiederemo alla Regione, che in questi mesi non ha messo in atto alcun intervento per prevenire la seconda ondata della pandemia, un netto cambio di passo e di metodo nella gestione di un’emergenza che sta letteralmente travolgendo l’Umbria».
