di C.F.
Dopo quattro settimane anche in Umbria risalgono i nuovi contagi, con un incremento più marcato nel territorio provinciale di Terni. E aumenta anche l’incidenza degli attualmente positivi. Lo rileva il focus settimanale (20-26 aprile) della Fondazione Gimbe che rileva una ripresa del contagio in tutte le regioni, con una crescita media delle nuove infezioni a livello nazionale che si attesta al 22,7 per cento.
Umbria, nuovi contagi +19,3% Appena al di sotto l’incremento di nuovi casi che si è registrato in Umbria, dove la variazione è del 19,3 per cento. Come detto tutte le regioni fanno registrare un aumento dei nuovi contagi, si va dal 2,9 per cento del Piemonte al 44,8 per cento della Basilicata. A livello provinciale, invece, si rileva un incremento maggiore nel Ternano, dove l’impennata di nuovi casi sfiora il 32 per cento, mentre l’incremento è più contenuto in provincia di Perugia, dove ci si attesta al 16 per cento.
Cresce anche l’incidenza In crescita in Umbria anche il tasso di attualmente positivi per 100 mila abitanti, che sono 1.431 a fronte dei 2.071 italiani. Oltreché in Umbria, l’incidenza aumenta quasi in tutte le regioni, con l’eccezione di Marche (438), Lombardia (1.567), Veneto (1.513), Friuli Venezia Giulia (1.975) e Sicilia (2.502). All’Umbria resta il record di saturazione dei posti letto in area medica occupati da pazienti Covid-19, che gira appena sopra al 34 per cento a fronte di una media italiana del 16 per cento. Sotto controllo le terapie intensive dove i posti occupati sono del 5,8 per cento appena al di sopra della media italiana del 4,4 per cento.
L’impatto delle vacanze Nella giornata di giovedì sono stati registrati 1.628 nuovi contagi rispetto ai 1.127 del giorno precedente. Un aumento che, come sottolinea l’assessore alla Sanità Luca Coletto, è legato al lungo ponte del 25 aprile e alle vacanze pasquali e che «dimostra, ancora una volta, l’importanza della responsabilizzazione. Non dobbiamo, soprattutto in contesti di sovraffolamento con difficoltà a mantenere il distanziamento, abbandonare le misure di prevenzione, come l’utilizzo della mascherina e il lavaggio delle mani». Quanto ai ricoveri sono 214 (dieci in meno rispetto al giorno prima) le persone nei reparti degli ospedali, delle quali quattro in terapia intensiva. «Il 50 per cento – sottolinea Coletto – arriva in ospedale per patologie o problematiche di salute non legate al virus e poi, in occasione del triage obbligatorio per l’ingresso in ospedale, scopre di essere positivo».
FLOP DELLA QUARTA DOSE ANCHE IN UMBRIA
Ricoveri e vaccini Per quanto riguarda invece le persone che arrivano in ospedale a causa del virus, «i medici – dice l’assessore – evidenziano situazioni meno gravi nei soggetti vaccinati con ciclo completo che presentano raramente polmoniti interstiaziali gravi e altre complicanze che possono richiedere il ricovero in terapia intensiva, mentre i sintomi più gravi vengono riscontrati in soggetti non vaccinati». «La vaccinazione quindi – prosegue – continua a rappresentare la soluzione principale per salvaguardare la salute e limitare il più possibile gli effetti più gravi della malattia prodotta dal covid. Di conseguenza, è necessario che tutti i soggetti fragili e gli over 80 siano coperti anche con la quarta dose di vaccino». Quarta dose che però per il momento in Umbria come in altre regioni ha fatto flop.
I numeri Nel complesso il nucleo epidemiologico parla di una curva epidemica che mostra un trend stabile rispetto alle settimane precedenti, con un’incidenza settimanale mobile ogni 100 mila abitanti pari a 860 e un Rt in leggero aumento (1,07). L’incidenza è inferiore a mille in tutti i distretti, con il livello più alto che si registra in Alto Chiascio (989).
@chilodice
