Lamberto Sposini

di MA.T.

Sono passati due anni e mezzo dall’ictus devastante che ha colpito il giornalista umbro Lamberto Sposini. Basterebbe uno scarno messaggio di poche righe sulle sue condizioni di salute per restituire la speranza a migliaia di persone che vivono con apprensione la sua malattia. E invece nulla. Almeno di ufficiale. I familiari e la madre della figlia minore hanno strategicamente scelto la strada del riserbo più assoluto. In pratica si contano sulle dita delle mani le persone che sono riuscite ad incontrare Lamberto nelle sue diverse tappe di recupero dopo quanto accadde quel pomeriggio dell’aprile del 2011.
Qualche collega di quelli con i quali è cresciuto professionalmente ed ha condiviso percorsi lavorativi (Enrico Mentana e Clemente Mimum), qualche giornalista umbro con i quali ha condiviso gli inizi della professione giornalistica a Paese Sera, alla Cooperativa l’Informazione e alla Rai regionale e qualche imprenditore, tra i quali Caprai e l’avvocato Giovanni Picuti con i quali ha condiviso la passione per le eccellenze umbre, tra tutte il vino.

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La famiglia fa causa alla Rai per i ritardi nei soccorsi

Ora è a Milano Lamberto Sposini, il giornalista di Foligno si trova da qualche tempo a Milano, ultima tra le tappe all’inseguimento di una qualità della vita sempre migliore, dopo che i neurochirurgi guidati dal professor Maira lo sottoposero a intervento chirurgico per fermare una emorragia devastante all’ospedale Gemelli. Dopo la lunga convalescenza in ospedale iniziò la fase della riabilitazione, puntando prima al recupero dell’uso degli arti e poi a quello della parola. Quindi Roma, poi un centro svizzero, nelle vicinanze di Lugano e infine più periodi passati nel centro dotato di apparecchiature di avanzata tecnologia come la Prosperius di Umbertide, per poi rientrare a Roma.

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«Lenti ma graduali miglioramenti» Ciascun centro e ciascun fisioterapista seppur in maniera riservata ha riferito di «lenti ma graduali miglioramenti», ma è chiaro che la famiglia avrebbe finalmente rotto il silenzio se Lamberto fosse in grado di muoversi autonomamente e di comunicare la sua esperienza e magari esprimere il desiderio di riprendere, seppure in altra forma, l’attività giornalistica. In questa direzione le notizie non sono positive. «Purtroppo non ci sono buone notizie quando l’emorragia è estesa come quella del giornalista Sposini, di cui le cronache hanno a lungo parlato nella fase  di soccorso e di intervento chirurgico», spiega la dottoressa Valeria Caso, esperta di ictus, a Umbria 24 durante una pausa del convegno internazionale in programma in questi giorni alla facoltà di medicina del Polo unico di Perugia. «Sono sempre modeste le possibilità di recupero quando il danno cerebrale è stato esteso, devastante. E’ ovvio che non bisogna mai mollare, ma la comunità scientifica, pur guardando alla fisioterapia con grande attenzione, punta fortemente alla prevenzione, dei fattori  di rischio», conclude.

Il riserbo Nulla trapela su chi abbia ricevuto mandato di occuparsi del casale con annesso vigneto e roseto (la passione di Lamberto era appunto quella di coltivare fiori, specialmente rose dai petali con i colori più diversi) su gli accordi tra i familiari e la madre della figlia minore che frequenta ancora la scuola elementare. Anche la sorella che vive a Foligno adesso ha possibilità più ristrette di fargli visita, rispetto a quando Lamberto si è trovato per qualche mese a Umbertide.

Altri particolari Il 17 febbraio scorso Lamberto Sposini ha compiuto i 60 anni. Chi l’ha succeduto alla trasmissione ‘La vita in diretta’ l’ha salutato calorosamente ricordandone le «inimitabili» virtù. Nulla è trapelato neppure dagli uffici amministrativi della Rai per quanto riguarda l’indennizzo che a Lamberto spetterebbe visto che si è trattato di una malattia avvenuta sul lavoro, esattamente pochi minuti prima dell’inizio della trasmissione ‘La vita in diretta’. Ora come ora, due anni e mezzo dopo l’accaduto, un accertamento di invalidità permanente è molto probabile. Ma di queste questioni assicurative e di amministrazione dei beni nessuno tra il suo larghissimo pubblico sembra interessato fino al punto di volerne sapere di più. A tutti invece interessa, per rafforzare i sentimenti di stima e di solidarietà umana, avere notizie meno approssimative possibili magari dal centro di riabilitazione medica dove attualmente l’illustre paziente è ricoverato. Chissà che familiari e medici prima o poi non si decidano a capire quanto importante possa essere avere notizie sul conto di Lamberto Sposini.

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One reply on “Continua la riabilitazione di Lamberto Sposini, questa volta è a Milano”

  1. lo aspettiamo a braccia aperte. Un in bocca a lupo a Lamberto, non mollare. I miei auguri di pronta guarigione.

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