di Francesca Mancosu
Per una volta – anche se non sono mancate le polemiche e i distinguo – sui banchi di palazzo Spada troneggiavano solo buoni propositi, sorrisi ed occhi luminosi. Quelli dei 25 neoletti della Consulta per l’integrazione, scelti formalmente lo scorso gennaio da 1600 immigrati ternani riuniti per la prima seduta ufficiale mercoledì pomeriggio, che ha visto l’elezione dei presidente, Magmanlac Ines Nenita, dalle Filippine, e del vicepresidente, Cerri Drilon, originario dell’Albania.
Per la crescita di tutta la comunità Una seduta inaugurata con un appello di quelli che si fanno ancora a scuola, con i consiglieri chiamati a rispondere per alzata di mano alla pronuncia incerta del presidente Giorgio Finocchio, un po’ emozionato anche lui. Tanti i giovani e tantissime le donne, in controtendenza con quanto accade sui banchi del Parlamento. «Un segnale importante – per il sindaco Leopoldo Di Girolamo – che ci consentirà di avere contributi nuovi, diversi da quelli con cui ci confrontiamo abitualmente, di conoscere problemi che non conosciamo e di far crescere tutta la nostra comunità».
Le richieste della Consulta In attesa della prima seduta congiunta con il consiglio comunale, prevista entro la fine della legislatura corrente, le istanze ‘ufficiali’ del nuovo organismo sono però state affidate ad una dichiarazione programmatica redatta dall’associazione Anziani e immigrati per l’integrazione (a cui appartiene la maggior parte degli eletti) distribuita fra i banchi del consiglio. Fra di esse figurano l’individuazione di una sede propria all’interno di palazzo Spada, con una segreteria operativa; un’adeguata dotazione finanziaria per la promozione e lo svolgimento delle sue attività, attraverso un bollettino quadrimestrale multilingue, bacheche informative esposte nei luoghi maggiormente frequentati della città, un sito internet collegato con gli enti e le associazioni già operanti sul territorio. Altrettanto prioritarie per gli immigrati sono poi la formazione di commissioni tematiche all’interno della Consulta, strutturate come gruppi di lavoro su temi distinti, in cui ogni membro avrà un preciso compito da svolgere, la convocazione di una conferenza cittadina sulle problematiche degli immigrati, con l’elaborazione di «un progetto di integrazione per il futuro di Terni».
Il programma per il 2014 Tanti i temi che finiranno sul tavolo del prossimo consiglio comunale, tutti condivisibili anche da chi può dirsi ternano da generazioni. Dall’implementazione dei servizi comunali per la formazione e l’aggiornamento professionale all’attivazione del programma di prevenzione e cura della salute della donna nell’ospedale Santa Maria, dai corsi di formazione per operatori socio-sanitari e geriatrici alla ripresa degli interventi nel settore dell’edilizia abitativa popolare. Senza dimenticare la cultura e la salvaguardia dell’ambiente, con lezioni di educazione civica per l’acquisizione della cittadinanza italiana, l’organizzazione nelle scuole di feste ispirate a temi religiosi o storici delle culture presenti in città e di incontri di collaborazione fra le varie religioni, azioni che concorranno a rendere Terni sempre più vivibile e moderna.
Le polemiche La seduta di mercoledì pomeriggio ha però registrato alcune polemiche, sollevate in primis dai consiglieri non eletti nella lista supportata dall’associazione Anziani e immigrati per l’integrazione, esclusi dalla redazione della dichiarazione programmatica. Mugugni che si sommano alle già note lamentele sull’ipotizzata scarsa valenza della Consulta e ai dubbi sul regolamento che ne disciplina il funzionamento. Divisioni a cui hanno tentato di porre rimedio l’assessore alle Politiche sociali Stefano Bucari – «la Consulta non diventi lo strumento di nessuno» – e anche la presidente Nerita che ha concluso la seduta invitando i presenti a «lavorare tutti insieme, per dar vita a una cosa meravigliosa per gli immigrati e per tutta la città».
Le speranze degli eletti Una delle più emozionate è Maria, 25 anni, originaria della Romania, laureatasi lo scorso novembre in Scienze dell’investigazione a Narni, che in qualche modo realizza un sogno. «Fin dai tempi del liceo avevo in mente di fare qualcosa per aiutare la mia gente ad integrarsi davvero – racconta – così quando ho saputo dell’istituzione della Consulta non ci ho pensato due volte. Cosa chiedo al sindaco? Corsi scolastici sulle varie religioni degli immigrati, perché la conoscenza reciproca è essenziale per superare le nostre differenze culturali». Anche Elsa, 40 anni, nata in Perù e a Terni da 11, chiede più attenzione verso la scuola, e corsi pomeridiani di musica, danza, sport per i propri ragazzi. Lovedeep, 20 anni, nato in India ma in città da 14, è finito sui banchi della consulta quasi per caso. «Sono stato scelto dalla mia comunità perchè ho studiato qui fin dalla seconda elementare, e posso dirmi il più ‘integrato’. Questo organismo per noi rappresenta innanzitutto l’occasione per farci conoscere dai ternani, andare oltre il solito stereotipo dello straniero assassino. Poi vorrei che l’amministrazione comunale ci aiutasse a sostenere almeno in parte le spese per il nostro centro culturale di via Narni, che ormai ha dei costi insostenibili».
