La protesta davanti al Consiglio regionale (Foto F.Troccoli)

di Barbara Maccari

Numerose persone, giovani e meno giovani, si sono riunite martedì mattina a piazza Italia davanti al palazzo del Consiglio regionale per manifestare contro l’annosa questione della tassa Tevere-Nera.

Discriminazione Il Consorzio Tevere-Nera rimane nel mirino dei comitati che si sono costituiti a Todi, Massa Martana, Terni, Narni, Giove e in altri territori. Alcuni consigli comunali, tra cui appunto Terni, Massa Martana e Todi, hanno approvato all’unanimità atti d’indirizzo per chiedere alla Regione, nell’ambito della definizione della legge regionale sulla forestazione e bonifica, di porre fine a una «discriminazione» che vede i cittadini di alcuni territori costretti a pagare un contributo per la bonifica e per la tutela idrogeologica, mentre nella maggior parte dell’Umbria tali attività sono finanziate con la fiscalità generale.

Anche a Striscia Della questione si è occupata anche qualche mese fa la trasmissione di Canale 5 Striscia la Notizia. Secondo i numerosi cittadini destinatari delle famigerate cartelle di pagamento, a fronte di 3 milioni di euro di incasso il Consorzio spenderebbe 700 mila euro per la tutela dei fossi e dei canali e i restanti 800 mila euro per le spese di gestione dell’ente: affitto, parco macchine e altro mentre un milione e mezzo di euro andrebbe per gli stipendi dei 28 dipendenti.

Incontro con le istituzioni Dopo la protesta, una delegazione di cittadini ha incontrato il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, e i presidenti dei gruppi consiliari di Palazzo Cesaroni, che hanno promesso nelle prossime settimane un impegno sulla questione. Tutti d’accordo, presidente in testa, sull’accogliere le istanze rappresentate dai cittadini. Al termine dell’incontro hanno fatto il punto della situazione con i cittadini arrivati a Perugia, Gino Venturi, sindacalista Uil, Leo Venturi, coordinatore del comitato per l’abolizione della tassa Tevere-Nera, Moreno Primieri, coordinatore comitato Todi e Mellito Alcini coordinatore comitato Massa Martana. «Quello che chiediamo è equità fiscale, regolarità e trasparenza nei confronti dei cittadini – sottolinea Leo Venturi – ma questo non significa far pagare la tassa anche ai cittadini perugini, bensì abolirla del tutto». Ma si dovrebbe intervenire anche sugli sprechi delle strutture e a tal riguardo è intervenuto Moreno Primieri che precisa: «Oltre all’abolizione della tassa che è sacrosanta, chiediamo anche alle istituzioni controlli precisi e puntuali sull’operato del consorzio».

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