di Chiara Fabrizi
Nessuna anomalia nell’appalto per i servizi di salute mentale pubblicato dell’Asl3 e vinto dalla Seriana 2000. A confermare la correttezza delle procedure, come già aveva fatto il Tar, è il Consiglio di Stato a cui il consorzio cooperativo Palomar, (Il Cerchio e L’incontro di Spoleto e la Dinamica di Foligno), precedentemente affidatario del servizio, si era appellato. L’appalto, vale la pena precisarlo, è di quelli pesanti: 25 milioni per nove anni.
I numeri della Seriana Era la fine dell’ottobre 2010 quando il servizio venne aggiudicato alla cooperativa romagnola, guidata da Giancarlo Opizzi, con un punteggio di 90 punti su 100 (50 per l’offerta tecnica e 40 per quella economica). Il consorzio Palomar invece con 82.20 punti non andò oltre il secondo posto nella classifiche delle offerte (43.60 + 39.20). Già dall’indomani la notizia creò non poco imbarazzo nel mondo della politica dell’Area vasta, così come non mancò di crearsi un allarme immediato intorno ai circa 180 lavoratori in forze alle tre coop umbre consorziate.
Per il Tar tutto regolare Inutile dire che la Palomar si affrettò a presentare un ricorso al Tar contestando una serie di violazioni, dal tariffario minimo regionale previsto per la cooperazione sociale fino all’incompetenza della commissione giudicatrice nominata dall’Asl3. Il collegio giudicante, però, alla metà di luglio respinse il ricorso delle coop locali, confermando contestualmente la regolarità dell’appalto.
Nessuna anomalia anche per il Consiglio di Stato E giovedì il caso è arrivato al Consiglio di Stato a cui, dopo lungo discutere, i vertici delle tre coop aveva deciso di appellarsi nella speranza di vedere ribaltata la sentenza del Tar. Speranze infrante. Punto per punto il collegio (presidente Gianpiero Paolo Cirillo, consiglieri Lanfranco Balucani, Marco Lipari, Angelica Dell’Utri, consigliere estensore Paola Alba Puliatti) ha respinto le tesi sostenuto dai legali del consorzio Palomar confermando quanto già articolato dai colleghi umbri.

