Dallo scorso settembre il Governo Meloni è a lavoro sul ‘piano Salva casa’, la sanatoria in edilizia, che in molti considerano l’ennesimo condono del centrodestra. Secondo le informazioni fin qui confermate si tratta di un piano che prevede di sanare piccole difformità o irregolarità strutturali che interessano, secondo uno studio del Consiglio nazionale degli ingegneri, quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano. A proporlo è il segretario della Lega Matteo Salvini che sottolinea come questo provvedimento veda d’accordo oltre che il suo partito, diverse rappresentanze di categoria e delle professioni legate all’universo degli edili.

Il partito di Forza Italia sarebbe d’accordo sulla proposta «per difendere il valore della casa e soprattutto dei piccoli proprietari». La presidente del consiglio Giorgia Meloni, interpellata sull’argomento, alla trasmissione televisiva di Bruno Vespa, ‘Porta a porta’, nella serata di giovedì ha detto: «Salvini mi accennò qualcosa diverso tempo fa, poi ho visto che oggi ha ribadito che sta lavorando a questa norma ma non la conosco, non sono in grado esprimere giudizio. Ho letto il comunicato del ministero dei Trasporti che parla di sanare piccole difformità interne -, cioè se hai alzato un tramezzo per fare due stanze dove ce ne era una. Se è questo parliamone, è ragionevole, ma non posso ragionevolmente commentare una norma che non ho letto».

Nella nota del ministero si precisa: difformità di natura formale, legate alle incertezze interpretative della disciplina vigente; difformità edilizie “interne”, riguardanti singole unità immobiliari, a cui i proprietari hanno apportato lievi modifiche (tramezzi, soppalchi, etc.); difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, ma non sanabili oggi a causa della disciplina della “doppia conformità” che non consente di conseguire il permesso o la segnalazione in sanatoria per moltissimi interventi, risalenti nel tempo. E ancora per permettere i cambi di destinazione d’uso degli immobili tra categorie omogenee.

Secondo indiscrezioni, il pacchetto di misure del Piano salvacasa potrebbe essere seguito anche da un riordino di tutti i bonus edilizi, seguendo la logica indicata l’altro ieri dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione in Parlamento: passare dal regime dei crediti d’imposta a quello dei contributi.

Per il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, «si tratterebbe del 19esimo condono del governo Meloni», recuperando tra l’altro una norma, quella sul superamento della «doppia conformità», già «bocciata dalla Corte costituzionale relativamente alla legge siciliana». «Ci chiediamo — dice Agostino Santillo (M5S) — quali siano le mirabolanti novità normative che ha in mente il governo, visto che le norme attuali consentono ampio margine per sanare le cosiddette piccole difformità»

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