Il tribunale di Torino ha condannato a sette anni e sei mesi di reclusione l’imprenditore Francesco Ferrara, per anni tra i protagonisti dell’organizzazione di eventi enogastronomici in città, tra cui Cioccolatò, manifestazione dedicata al cioccolato nata nel capoluogo piemontese con un’impostazione ispirata a Eurochocolate. E’ stato anche l’ideatore dei mercatini di Natale in città.
Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal pubblico ministero Manuela Pedrotta, Ferrara avrebbe gestito parte del settore con modalità caratterizzate da «intimidazioni e pressioni nei confronti di operatori economici». La richiesta della procura era stata di dieci anni di carcere.
I giudici hanno riconosciuto l’imprenditore colpevole di sequestro di persona e di un episodio di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, riqualificando quest’ultimo capo rispetto all’impostazione iniziale. Per un’altra vicenda contestata come estorsione è stato disposto il proscioglimento per mancanza di querela, dopo la riqualificazione del fatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
La sentenza riguarda un’indagine più ampia sul sistema di gestione degli eventi cittadini, in particolare i mercatini di Natale, che per anni hanno rappresentato uno dei principali ambiti di attività delle società riconducibili a Ferrara.
Il nome dell’imprenditore è legato anche a Cioccolatò, evento promosso dal Comune di Torino e sviluppato negli anni Duemila sull’onda del successo di Eurochocolate a Perugia, con l’obiettivo di valorizzare il comparto dolciario locale e attrarre flussi turistici. Il coinvolgimento diretto di Ferrara nell’organizzazione della manifestazione si colloca nelle edizioni precedenti alla riorganizzazione del format avviata dal Comune nella seconda metà degli anni 2010, quando sono cambiate le modalità di affidamento e gestione degli eventi pubblici.
Nel procedimento sono stati condannati anche altri tre imputati, con pene comprese tra tre anni e tre anni e nove mesi, mentre un quinto è stato assolto. Il collegio ha inoltre disposto la trasmissione degli atti in procura per valutare eventuali false testimonianze rese in aula.
La vicenda giudiziaria si inserisce in un contesto più ampio di revisione del sistema degli eventi cittadini, che negli ultimi anni ha portato a una ridefinizione delle regole e dei soggetti coinvolti nell’organizzazione delle manifestazioni pubbliche.
