di Maurizio Troccoli

Le due votazioni della mattina di giovedì, la seconda e la terza, nel secondo giorno di conclave, non hanno portato al nome del nuovo pontefice che succede a Francesco.

Alle 11.52 una fumata nera ha ufficializzato che c’è bisogno ancora di continuare a votare per avere il nome del Papa per il pontificato che fa data a partire dall’anno 2025. Altre due votazioni sono attese nel pomeriggio. Prossima fumata, probabilmente dopo le 19. Se ci sarà prima, sarà di sicuro bianca.

Cosa significa la quarta votazione, quella verso cui si va nel pomeriggio, possiamo provare a sintetizzarlo. Prima però va ricordato che dopo la seconda fumata nera, i Cardinali lasciano la sistina per il pranzo. Questa, quella del pranzo cioè, è una importante, importantissima occasione. Soprattutto se mancano pochi o pochissimi voti sul nome. Detta l’importanza del pranzo, le ipotesi a questo punto sono le seguenti: potremmo essere prossimi, vicinissimi all’elezione del Papa. Nel senso in prima e in seconda votazione il consenso attorno a un nome è cresciuto, magari anche rapidamente ma non ha raggiunto il quorum dei due terzi. Magari per poco. Fosse così, non sarebbe difficilissimo aggregare altri voti in questa fase, tenuto conto che i cardinali sono tendenzialmente inclini a cogliere i segnali di un certo orientamento, soprattutto quando sono così immediati e forti. In secondo luogo sono altrettanto inclini a evitare, scongiurare in ogni modo, spaccature e divisioni. In questo caso si andrebbe a fumata bianca nel pomeriggio – sera di oggi. Per Papa Giovanni Paolo Secondo ci vollero 8 votazioni, tre giorni di conclave, quattro fumate. Per Papa Benedetto bastarono 4 votazioni, l’equivalente della prossima praticamente la prima di oggi pomeriggio, due soli giorni di conclave quindi. Mentre per Bergoglio ce ne vollero 5 di votazioni, l’equivalente di quella di questa sera, per due giorni di conclave e tre fumate.

Seconda ipotesi invece: in prima (quella di mercoledì) seconda e terza votazione si sono pesati i favoriti, ma gli avanzamenti di alcuni o di uno tra questi non sono stati tali da marcare un netto e chiaro vantaggio, determinando più una condizione di stallo che no di corsa in avanti. Dovesse irrigidirsi una simile condizione e protrarsi anche per la quarta e quinta votazione del pomeriggio di giovedì, i cardinali si danno al massimo tempo nella giornata di venerdì per sbloccare la situazione. Saremmo, in tale ipotesi, alla sesta votazione. Da lì in poi aumenterebbero le possibilità di un Papa a sorpresa, un outsider. Che potrebbe persino crescere rapidamente.

Ogni mattina e ogni pomeriggio i cardinali fanno fino a due scrutini: le schede vengono bruciate dopo il primo solo se ha successo, e quindi la prima fumata potrebbe essere già attorno alle 10:30 o alle 17:30, ma può essere solo bianca. Se il primo scrutinio fallisce infatti si procede direttamente col secondo, senza bruciare le schede: la seconda fumata può essere attorno alle 12 o alle 19, e può essere sia bianca che nera.

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