Il progetto Astrolabio, che negli ultimi quattro anni e mezzo ha coinvolto in percorsi di giustizia riparativa oltre 140 minori autori di reati in tutta l’Umbria, si è concluso venerdì 16 gennaio con un seminario svoltosi alla Scuola di amministrazione pubblica Villa Umbra. Astrolabio, finanziato dal bando “Cambio Rotta” dell’Impresa Sociale Con i Bambini, ha sperimentato un modello di giustizia riparativa comunitaria per l’attuazione di progetti individualizzati predisposti per i minori con condotte devianti e in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) o ai servizi sociali territoriali.
Accanto alla normale procedura di giustizia i minori hanno accettato di partecipare a un percorso in cui sono stati accompagnati da una équipe composta da psicologi, assistenti sociali ed educatori verso la consapevolezza del danno arrecato alla vittima o – nel caso di reati verso beni o strutture comunitarie come le scuole – alle vittime. Sono state quindi realizzate delle conferenze di comunità in cui le vittime e i rei hanno potuto esprimere il proprio vissuto reciproco e costruire vere e proprie azioni di riparazione. Il seminario finale è stato un’occasione per tracciare un bilancio di Astrolabio e fare un punto sullo stato della giustizia riparativa in Italia, anche in funzione di replicare il modello su scala regionale.
Francesco Marini, dell’Impresa Sociale Con i Bambini, ha aperto i lavori con excursus sul bando “Cambio Rotta”, promosso nel 2019 dall’organizzazione nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile con l’obiettivo di sostenere interventi innovativi rivolti a minorenni sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria o a rischio di devianza, promuovendo percorsi educativi alternativi alla mera risposta sanzionatoria. Una straordinaria occasione, ha sottolineato Marini, per riannodare i fili tra il sistema della giustizia minorile in Italia e il Terzo Settore.
L’intervento di Patrizia Patrizi, membro del team sulla giustizia riparativa dell’Università dei Sassari, partner accademico di Astrolabio, si è concentrato sul modo in cui la giustizia riparativa si è evoluta a partire dalla sua concettualizzazione sul finire degli anni Ottanta, suggerendo un approccio fiducioso e paziente: “la restorative justice deve potersi affermare nella società gradualmente, come una contaminazione”.
Le varie fasi del progetto, dalla presa in carico alla elaborazione e allo sviluppo dei piani individualizzati per i minori destinatari, sono state illustrate da Patrizia Arbato dell’USSM del dipartimento per la Giustizia Minorile, dalla coordinatrice dei Gruppi Operativi Locali (GOL) Serena Colaianni e da psicologhe, tra cui Giovannina Marasco a tenere le fila delle vicende più significative, ed educatrici degli stessi GOL.
La seconda parte del seminario è stata aperta dall’approfondimento di Gabriella Delfino sul service design, strumento attraverso il quale è stata effettuata un’analisi del percorso di Astrolabio, estrapolando criticità e punti di forza ed elaborando proposte funzionali a una replicabilità su scala regionale.
La mattinata si è chiusa con il racconto di alcuni casi esemplari del progetto. Hanno preso la parola due minori destinatari, il preside di un istituto scolastico, un agente di Polizia Locale ed esponenti di associazioni coinvolte.
Astrolabio si è svolto nei territori di Perugia, Orvieto, Narni, Panicale e Marsciano. Il soggetto responsabile è stato la cooperativa Borgorete, che ha lavorato insieme a una rete di partner variegata e diffusa: l’aps Altre Destinazioni, il Centro di Giustizia Minorile di Firenze, i Comuni di Marsciano, Narni, Orvieto, e Perugia, il Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, le cooperative Nuova Dimensione, Frontiera Lavoro, Cipss e Il Quadrifoglio, il Servizio Programmazione e sviluppo della rete dei servizi sociali e integrazione socio-sanitaria della Regione Umbria e l’Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali.
