di Daniele Bovi
La «convocazione urgente» è arrivata nelle caselle di posta elettronica mercoledì mattina, mettendo in grande agitazione molte persone. Il presidente della commissione Affari istituzionali, il forzista Armando Fronduti, ha convocato per venerdì (giorno di solito dedicato alla commissione Bilancio) una seduta con un solo punto all’ordine del giorno: le modifiche, elaborate dal segretario generale, del regolamento del consiglio comunale e in particolare di alcuni articoli che si occupano del personale addetto alla segreteria del consiglio e di quello dei gruppi politici. Nel documento della giunta si parla di abrogazione dell’articolo 17, quello che disciplina il ruolo degli assistenti dei diversi gruppi; al momento queste persone sono inquadrate all’interno della segreteria del consiglio e sono scelte in modo fiduciario dai partiti, che li assumono con un contratto a tempo determinato.
Cosa cambia Queste figure, in caso la modifica passasse, sparirebbero a partire dalla consiliatura che si aprirà tra pochi mesi. Fino a oggi erano previste delle selezioni per l’assunzione dei posti vacanti nella segreteria, mentre con la modifica dell’articolo 12 si spiega che il personale verrà scelto «tra i dipendenti di categoria B3 o C che svolgono mansioni di area amministrativo-contabile». In alternativa si potrà attingere a personale di altre pubbliche amministrazioni oppure sfruttare le graduatorie vigenti. L’assegnazione avverrà a partire dal gruppo con più consiglieri e, rispetto al passato, i partiti avranno meno persone a disposizione. Oggi i gruppi con uno o due consiglieri hanno a disposizione un segretario a tempo pieno, quelli da tre a sei uno a tempo pieno e uno part time, quelli da sette a undici due a tempo pieno e quelli da undici o più tre full time, e in tutti i casi al posto di un segretario a tempo pieno se ne possono avere due part time.
Il taglio Con le modifiche invece i gruppi fino a tre consiglieri potranno contare su un part time da 18 ore, quelli da quattro a otto su una persona a tempo pieno, quelli da nove a undici su un dipendente full time e uno a tempo determinato, mentre quelli da dodici o più su due segretari a tempo pieno. Quanto ai costi, in tutto non si potrà spendere più di quanto si fa ora per dieci dipendenti di categoria C1. Della sforbiciata si parla già da un po’, in particolare da quando sono arrivate, a fine novembre 2017, le bacchettate della sezione regionale della Corte dei conti, alla quale il Comune aveva proposto una serie di misure correttive, tra le quali quella sulla riorganizzazione della spesa per il personale a tempo determinato.
Rinviate tutto Visto lo scarso preavviso e il fatto che per venerdì è stata già calendarizzata la seduta della commissione Bilancio, la capogruppo del Pd Sarah Bistocchi ha chiesto il rinvio della discussione, alla quale peraltro non potrebbe partecipare il presidente dell’assemblea Leonardo Varasano, non informato della convocazione.
Stato di agitazione A pochi metri di distanza da Palazzo dei Priori poi, mercoledì la Rsu dei dipendenti comunali ha incontrato in prefettura i delegati della parte pubblica sui tanti problemi che riguardano il personale. Il tentativo di conciliazione però è fallito e così la Rsu ha dichiarato lo stato di agitazione negli Urp, cioè negli Uffici per le relazioni con il pubblico, e nel cantiere comunale; un primo passaggio in attesa di un incontro politico insieme ai sindacati al termine del quale, se non arrivassero risposte da parte dell’Amministrazione, scatterà la mobilitazione. Nel documento la Rsu torna a sottolineare molti dei punti emersi giorni fa durante un’audizione a Palazzo dei Priori. Per quanto riguarda il cantiere si denunciano «un’applicazione difforme rispetto alla normativa dell’istituto della reperibilità per calamità naturali ed eventi climatici particolari; l’utilizzo di mezzi inadeguati e/o fatiscenti che pregiudicano l’efficienza del servizio, e che sono sempre in riparazione; un sistematico demansionamento del personale del cantiere, con continuo spostamento ad altri compiti».
Gli Urp Quanto agli Urp, la Rsu punta il dito contro «un’organizzazione del servizio e delle sedi territoriali approssimativa e una carenza di organico che comporta da parte del dirigente la negazione delle ferie; problematiche legate all’impiego distorto di personale con delega di funzioni di ufficiale di anagrafe e stato civile; mancata distribuzione dell’incentivo economico per il personale che ha svolto pratiche inerenti bonus gas e luce; il peso dell’attività SGAte (sistema di gestione delle agevolazioni sulla tariffa energetica) che sarebbe facoltativa per il comune, ma della quale, nonostante la cronica carenza di personale, l’amministrazione ha deciso di farsi carico senza implementare il personale».
Twitter @DanieleBovi
