Un distributore automatico

di Daniele Bovi

La maxi gara da quasi 900 mila euro per l’affidamento, in concessione, del servizio di gestione dei distributori automatici all’interno dei locali di proprietà del Comune, è da rifare. A metterlo nero su bianco uno dei dirigenti di Palazzo dei Priori che ha annullato la gara pubblicata alla fine di settembre. In particolare si tratta di un annullamento «in autotutela» dopo la richiesta in tal senso presentata da un’azienda. Nel mirino c’è il mancato recepimento, da parte del Comune, di quanto stabilito nel maggio di quest’anno con il nuovo Codice degli appalti, e in particolare del fatto che «la stazione appaltante, al fine di assicurare l’effettiva individuazione del miglior rapporto qualità/prezzo, valorizza gli elementi qualitativi dell’offerta e individua criteri tali da garantire un confronto concorrenziale effettivo sui profili tecnici. A tal fine la stazione appaltante stabilisce un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30 per cento».

LA PRECEDENTE GARA E L’INCHIESTA

Le offerte economiche Nella precedente gara invece per quanto riguarda il criterio di aggiudicazione si parlava di «offerta economicamente più vantaggiosa», stabilendo un tetto dell’offerta economica al 40 per cento, mentre ora questa andrà individuata tenendo conto del miglio rapporto qualità/prezzo. L’abbassamento di tale soglia al 30 per cento è stato anche oggetto, ad agosto, di una lettera ai presidenti di Camera e Senato scritta dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato; una missiva in cui si lamentava che ciò limiterebbe troppo le facoltà della stazione appaltante di tenere adeguatamente conto delle offerte economiche, finendo di converso per dare troppa discrezionalità a quelle tecniche. A oggi, però, la norma è rimasta tale e quindi il Comune su questo punto ha dovuto fare dietrofront, anche perché un eventuale ricorso avrebbe allungato i tempi e finito per far spendere risorse per le spese legali.

Contratto di 5 anni La prima gara sarebbe scaduta alle 13.30 del 6 novembre e a oggi nessuna offerta è stata presentata. Con il nuovo fornitore del servizio il Comune stipulerà un contratto quinquennale a partire dal primo gennaio 2018 e il valore complessivo della gara ammonta a 888 mila euro, che si riferiscono al valore potenziale degli incassi del gestore, calcolato sulla base del numero di prodotti venduti negli anni passati moltiplicato per il prezzo medio dei prodotti. Il canone annuale di concessione minimo richiesto da Palazzo dei Priori è invece di 65.500 euro, per un totale quinquennale di 327.500 euro. Attualmente in funzione ci sono circa 170 macchinette, quasi cento nelle strutture scolastiche, circa 50 negli uffici comunali e il resto in quelli giudiziari.

Twitter @DanieleBovi

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