Una disegno di legge per l’applicazione di norme antiriciclaggio e tracciabilità delle operazione nel settore del Compro oro. Ma non solo: istituzione di un apposito registro denominato ‘Registro delle attività di compravendita di oro’, tenuto dalle Camera di Commercio secondo modalità e criteri stabiliti dal Ministero dello sviluppo economico d’intesa con quello dell’Interno; tracciabilità degli oggetti preziosi ai fini di facilitare le attività di controllo da parte degli organi di polizia e della magistratura in materia di ricettazione e riciclaggio; istituzionalizzazione di un borsino dell’oro usato aggiornato quotidianamente e misure per la tutela del consumatore e per la qualificazione del settore.
Legge Sono questi gli obiettivi del disegno di legge promosso dal deputato umbro del Pd Walter Verini (il cui testo è stato sottoscritto anche dai parlamentari Gianluca Benamati, Caterina Bini, Gianpiero Bocci, Maria Coscia, Marco Di Maio, Gero Grassi, Andrea Martella e Daniela Sbrollini), presentato anche al Senato dalla collega aretina Donella Mattesini, è il frutto di un lungo confronto con le associazioni dell’industria orafa e con quelle dedite alla promozione della cultura della legalità tra cui Libera di Don Ciotti.
Effetti della crisi «La crisi economica – spiega Verini in una nota – ha innescato la corsa alla vendita di gioielli e preziosi da parte di persone in gravi difficoltà finanziarie determinando il recente boom del settore. Come dimostrano i numerosi interventi delle forze dell’ordine, non ultimo in Umbria quello di fine Aprile, intorno alla proliferazione dei ‘compro oro’ si celano spesso traffici illeciti di usura, ricettazione e riciclaggio. Il Parlamento ha il dovere di tutelare gli onesti operatori del settore ma allo stesso tempo di prevenire quei comportamenti che possono alimentare il mercato sommerso che mafie e criminalità possono controllare».
Le stime Secondo le stime delle associazioni nazionali di categoria del settore orafo-argentiero – si legge nel testo presentato – i “compro-oro” sarebbero tra i 5.000 e gli 8.000, per un giro di affari di circa 14 miliardi derivanti dalla movimentazione di oltre 300 tonnellate di oro e di materiali preziosi (dati 2011-12. Ad oggi il numero si attesterebbe addirittura su circa 28.000 esercizi commerciali); il fenomeno è essenzialmente italiano ed ha generato un mercato sommerso che non di rado finisce con l’alimentare i fenomeni della ricettazione e del riciclaggio, anche se ovviamente non tutti gli operatori del settore operano in questo mercato occulto, esistono imprese di tutto rispetto, trasparenti e fondate sulla serietà professionale, ma si calcola che queste siano solo il 30%-40% del totale delle imprese del settore.
Normativa indispensabile «Ecco perché – conclude il parlamentare – è indispensabile prevedere in tempi brevissimi una normativa che imponga ai “compro-oro” il possesso di specifici requisiti professionali ed una completa ed assoluta tracciabilità dei materiali acquistati e rivenduti».
