Le giornate di luglio e agosto promettono di riscaldare ancora di più un’estate già rovente. Dopo la prima ‘tempesta di caldo’ di Flegetonte, i primi allerta della Protezione civile e l’allarme ozono dell’Arpa, l’Asl Umbria 2 dispensa attraverso il suo sito consigli per combattere l’afa estiva.
Ore più calde e consigli Ecco quindi le principali regole da seguire per proteggersi dall’afa estiva: evitare, se possibile, di uscire nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 18, le ore più calde della giornata. Fare bagni e docce d’acqua fredda per ridurre la temperatura corporea, schermare i vetri delle finestre con strutture come persiane, veneziane o almeno tende per evitare il riscaldamento eccessivo dell’ambiente, bere molta acqua e soggiornare, anche solo per alcune ore, in luoghi climatizzati per ridurre l’esposizione alle alte temperature.
Anziani Gli anziani devono bere anche in assenza di stimolo della sete perché il corpo potrebbe avere bisogno di acqua, evitare bevande alcoliche, consumare pasti leggeri, mangiare frutta e verdure fresche perché alcolici e pasti pesanti aumentano la produzione di calore all’interno del corpo, indossare vestiti leggeri e comodi in fibre naturali perché gli abiti in fibre sintetiche impediscono la traspirazione e quindi la dispersione di calore. È bene, di tanto in tanto, accertarsi delle condizioni di salute per poter aiutare parenti, vicini ed amici che vivono soli, perché molte vittime delle ondate di calore sono persone sole.
Bambini Massima attenzione anche per i neonati e i bambini piccoli che, a causa della ridotta superficie corporea e la mancanza di una completa autosufficienza, possono essere esposti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e alla disidratazione con possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico.
Soggetti con malattie Tra gli anziani è a maggior rischio chi soffre di malattie cardiovascolari, ipertensione, patologie respiratorie croniche, insufficienza renale cronica, malattie neurologiche. Ma a rischio sono anche coloro che sono affetti da malattie croniche polmonari (come la broncopatia cronica ostruttiva, Bpco) e cardiovascolari (ipertesi, cardiopatici), diabete, malattie neurologiche come il morbo di Parkinson e le demenze. Anche le persone non autosufficienti sono molto sensibili al caldo perché dipendono dagli altri sia per regolare l’ambiente in cui si trovano, sia per l’assunzione di liquidi. Devono attenersi a queste regole anche le persone che assumono regolarmente farmaci, perché il meccanismo di azione di alcuni medicinali può essere potenziato dal caldo o può favorire direttamente disturbi causati dal calore.
Inutile dire che le stesse regole valgono anche per tutti gli altri individui, anche giovani, che fanno esercizio fisico o svolgono un lavoro intenso all’aria aperta, perché possono disidratarsi più facilmente.
