Drehscheibe Köln-Bonn Airport - Ankunft Flüchtlinge 5. Oktober 2015

Raccolta fondi e possibilità di accoglienza dei profughi. Sono queste al momento le due principali misure che la Caritas diocesana di Assisi, seguendo le indicazioni date dalla Ceu e da Caritas italiana, sta attivando. In una nota l’equipe diocesana invita a promuovere la ‘raccolta fondi coordinata da Caritas italiana per far arrivare aiuti direttamente a Caritas Ucraina, Caritas Europa e quelle dei paesi più prossimi alla guerra. Per contribuire è possibile inviare bonifici alla Fondazione diocesana di Religione Assisi Caritas: Iban IT32Y 02008 38278 000104548803 – causale EMERGENZA UCRAINA.

Come aiutare «Tutti i fondi – viene spiegato – verranno inviati a Caritas Italiana o utilizzati per favorire le accoglienze che ci troveremo ad organizzare nelle prossime settimane nel nostro territorio diocesano. Questo secondo aspetto sta diventando a sua volta molto importante. Per questo siamo attivi per allargare e integrare la rete di accoglienze diffuse che già avevamo prima dello scoppio della guerra in Ucraina. Chiunque possa mettere a disposizione appartamenti o locali non utilizzati scriva a segreteria@assisicaritas.it, cercheremo di organizzare la generosità di privati cittadini, associazioni o altri enti nella rete di accoglienza da allargare per le tante persone che già stanno arrivando dall’Ucraina. Come scrivono i vescovi umbri, ‘apriamo le nostre case e i nostri luoghi di incontro per accogliere, sostenere, accompagnare e consolare le lacrime che solcano i volti di donne e bambini spaventati dalle immagini di morte generate da una guerra che sta spaccando e dividendo migliaia di famiglie. Questo è un tempo da guardare con gli occhi del Risorto, perché nel nostro cuore e nelle nostre scelte trovi posto non odio e risentimento ma pace e misericordia’. E in questo tempo di Quaresima – conclude la nota – invitiamo tutti ad aderire, in particolare nella terza domenica di Quaresima, 20 marzo, alla colletta Pro Ucraina promossa dalla Cei e da Caritas italiana».

La Caritas Pg non ha attivato un numero telefonico x la raccolta di disponibilità di famiglie perugine ad aprire le porte delle loro case ai profughi ucraini, ma è questo indirizzo mail: info@caritasperugia.it , dove sono già pervenute più di 40 adesioni-disponibilità e a cui è possibile scrivere per offrire la propria disponibilità. «Sono tantissime se si pensa che sono pervenute in soli 3 giorni – commenta don Marco Briziarelli, direttore della Caritas di Pg -. Soprattutto sono la testimonianza della solidarietà e della condivisione umana e cristiana della nostra comunità diocesana con chi fugge da violenze e distruzioni caute dalla guerra». A queste disponibilità vanno aggiunte le numerose donazioni spontanee, dagli indumenti ai giocattoli, dai generi alimentari di prima necessità ai medicinali e materiale sanitario e per l’igiene, consegnate direttamente da tante famiglie di perugini alla comunità Ucraina di rito greco-cattolico, presso la chiesa della Madonna delle Grazie. Tanti ‘piccoli’ segni di vicinanza concreta, oltre alla preghiera, per un popolo messo a durissima prova da questo conflitto che rischia di estendersi ad altri Paesi europei. Una mobilitazione del genere non si era registra prima a Perugia, pur essendo da sempre città molto solidale e pronta a non fare mancare il suo aiuto a chi è in gravi difficoltà. L’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, a partire dalla Prima domenica di Quaresima (6 marzo), promuove in tutte le comunità parrocchiali una raccolta fondi per sostenere gli interventi della Chiesa a favore delle vittime della guerra in Ucraina.

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