Contadine, imprenditrici, sindacaliste, braccianti, donne delle istituzioni e delle associazioni. Sono sempre di più le donne che si rendono protagoniste in campo agricolo. Donne che rappresentano un patrimonio di esperienze e che possono costruire una nuova proposta economica e politica per il paese, a partire dal superamento delle condizioni di arretratezza e violenza ancora presenti nelle attività agricole in alcune aree d’Italia. A questo ed altri temi è dedicato il convegno che si terrà giovedì 17 novembre, dalle ore 9 e 30 fino alle 13 al ‘Centro arte Opificio Siri’ in via Franco Molè. Un convegno organizzato dal Gruppo S&D (Socialists and democrats in the European Parliament) dal titolo: ‘Agricoltura, sostantivo femminile’.
Il programma L’agricoltura di qualità, l’artigianato artistico, il terziario avanzato e il turismo slow rappresentano le nuove frontiere di un rilancio delle aree interne del nostro Paese, un patrimonio inestimabile di natura, storia, sapere che rappresenta uno degli asset principali dello sviluppo sostenibile. A discutere di questi temi, a pochi giorni dalla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, oltre alla Commissaria europea all’uguaglianza Helena Dalli, i membri del gruppo S&D della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Camilla Laureti, Paolo De Castro e Isabel Carvalhais. Con loro, i rappresentanti delle maggiori associazioni agricole, ambientali e sociali (Coldiretti, Cia, FederBio, Cgil, Slow Food).
