di Antioco Fois
Bene che vada andrà in fumo almeno un milione 170mila euro di soldi pubblici. Tanto costerebbe lo stop alle ruspe già all’opera in via Dal Pozzo per la costruzione della residenza universitaria Adisu, con vista sulla chiesa di San Bevignate, annunciato (o meglio, auspicato) dal sindaco Boccali. Una cifra che equivale al 10% del valore dell’appalto vinto dall’associazione temporanea di imprese Tml costruzioni, stabilito come penale in caso di recesso del committente, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio. Agli antipodi del colpo di spugna al progetto, additato come impattante dalle associazioni ambientaliste (e non solo) e anacronistico, sovradimensionato rispetto alle mutate esigenze della popolazione universitaria di Perugia, ci sarebbe il proseguire a oltranza con l’edificazione.
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L’opzione Opzione che permetterebbe di non disperdere i fondi pubblici per l’opera, già finanziata da Regione e mistero dell’Istruzione, aggiungendo però alla fisionomia cittadina un mega-complesso di quattro piani, pensato per ospitare 150 studenti in una zona della città dall’elevata valenza storica e paesaggistica, tra la chiesa dei templari e l’ingresso del cimitero monumentale. Un progetto, com’è ormai noto, approvato in Comune nel 2007, quando l’Universita contava 10mila
iscritti in più di adesso.
IL PROGETTO
L’ASSEMBLEA DI PROTESTA DEI CITTADINI
Emorragia Fermare l’operazione in corsa insomma comporterà un’emorragia di denaro pubblico. Se si volesse accantonare del tutto il progetto, al soggetto aggiudicatario dell’appalto da 11 milioni 770mila euro bisognerebbe corrispondere il prezzo dei lavori già eseguiti più quel 10% di penale per quelli previsti e non realizzati. I rischi non finiscono qui, perché nella seconda fase dell’operazione di stop del progetto l’Adisu dovrebbe cercare di trattenere i 6 milioni di euro finanziati da viale Trastevere, che altrimenti rischierebbero di tornare al mittente. Da valutare se il finanziamento ministeriale potrà essere distratto su altri interventi, come ad esempio il progetto di uno studentato bis, cucito sulle esigenze attuali.
VIDEO – LE RUSPE AL LAVORO
VIDEO – L’ASSEMBLEA IN CONSIGLIO PROVINCIALE
Il rebus Il rebus sembra tutt’altro che semplice e dopo la richiesta di stop, il Comune chiede l’apertura di un tavolo sulla vicenda. Nella Giunta di mercoledi, con un’informativa, il sindaco Boccali ha partecipato all’Esecutivo l’esigenza di un confronto tra Adisu, Regione, Università, Soprintendenza e Comune per ripensare l’intervento. Se quindi la presa di posizione del primo cittadino poteva sembrare un ordine di stop ai lavori, controllando nel ventaglio degli strumenti amministrativi non sembra essercene uno adatto alla situazione, che dia a Palazzo dei Priori la forza per bloccare in autonomia il progetto. Un’ordinanza contingibile e urgente sarebbe un atto difficile da motivare. Potrebbe essere una mossa coerente, prima di tutto sul piano politico, nell’eventualità di un progetto ereditato da un’amministrazione precedente, che non abbia a che fare con quella al governo cittadino. Ma il caso non sussiste, dato che nel passato prossimo della precedente legislatura l’attuale sindaco era addirittura assessore all’Urbanistica.
Adisu in silenzio La connotazione dell’intervento di Boccali, quando martedì aveva chiesto lo stop ai lavori, è quindi più politica che propria dello strumento amministrativo, in merito a una vicenda che ha scatenato un confronto imbevuto da una buona dose di polemica pre elettorale. Ambientalisti e cittadini, capeggiati da Italia nostra incalzano. Perché se è un bene che il collegio Adisu goda della vista su San Bevignate non è altrettanto apprezzabile il contrario. Che dalla chiesa templare di via Dal Pozzo si possa vedere un casermone di quattro piani, seppure costruito all’insegna della bio edilizia, proprio non va giù alle associazioni cittadine. E la sfidante Anna Rita Fioroni non perde occasione per lavorare Boccali ai fianchi in vista delle primarie di domenica per scegliere il candidato sindaco del Pd. Il silenzio regna solo all’Adisu, dove si trovano solo bocche cucite, in attesa che venerdì rientri dall’estero l’amministratore unico, Maurizio Oliviero.
