©Fabrizio Troccoli

C’è il dato economico che mette il collegio di merito perugino, l’Onaosi, tra quelli con il miglior rapporto rispetto agli studenti che affittano una stanza nella stessa città, e poi ci sono una serie di opportunità che individuano questa opzione come tra le più convenienti. A patto che si abbiano i requisiti per accedere.

All’edificio La Sapienza di Perugia, il collegio dell’Onaosi che dal 2021 è entrato a far parte dello stretto cerchio dei collegi di merito italiani, si entra in quanto figli di medici. Una delle caratteristiche poiché essendo, appunto, un collegio di merito non può non prevedere criteri meritocratici per l’accesso. Qui il costo per un alloggio che poi prevede una serie di servizi, anche formativi aggiuntivi, è valutato al 50% rispetto a quello che spende uno studente fuori sede che prende in affitto una camera a Perugia. L’Onaosi, organizzazione nazionale, ha la sua sede centrale a Perugia e, nel tempo, ha cambiato i suoi connotati da un servizio rivolto agli orfani di medici a un servizio aperto a tutti i figli di medici che versano le proprie quote, sia attraverso il vitto e l’alloggio sia attraverso borse di studio a sostegno della carriera universitaria. Dal 2021 l’edificio della Sapienza di Perugia è considerato come il collegio di merito umbro entrato a fare parte quindi della rete dei collegi italiani con queste caratteristiche.

Presi in esame i principali collegi in rapporto al costo dello studente fuori sede che affitta una camera, quello perugino è tra quelli che permette alle famiglie il miglior risparmio, stando ai dati resi noti dalla Conferenza dei collegi di merito ‘Ccum’. Se cioè a Perugia si paga il 50% in meno rispetto a chi si rivolge al mercato privato degli alloggi, nella media dei collegi di merito italiani si paga il 22% in meno. A Padova, per fare qualche esempio il privato costa mediamente 445 euro contro 341 del collegio di merito, ovvero il 23% in meno, a Napoli 380 contro 269 euro, cioè il 29% in meno, a Brescia e Torino il 49% in meno, a Cagliari e Verona il 53% in meno e a Bari il 63% in meno.

L’ammissione avviene secondo criteri di merito che premiano la carriera scolastica e accademica, le motivazioni personali e l’impegno extrascolastico. Sempre stando ai dati del Ccum il 94,5% dei neolaureati dei collegi di merito ha un impiego a un anno dalla laurea, mentre il 75,1% trova un impiego perfettamente allineato fra studi e professione. Attualmente la rete conta 57 collegi in 18 città per oltre 5 mila studenti di cui il 48% donne con un aumento del 40% rispetto al 2016/17. In questi ultimi anni le borse di studio a copertura delle rette sono aumentate, passando da 14 a 23 milioni.

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