Pasquale Trottolini Cna Costruzioni Umbria

Cna Umbria sollecita l’approvazione in tempi rapidi della legge regionale che definisce le aree idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Una richiesta che arriva anche alla luce del taglio di un miliardo di euro dei fondi del Pnrr destinati alle comunità energetiche rinnovabili (Cer).

«Approvare subito la legge regionale per l’individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e convocare un incontro con le associazioni d’impresa, gli enti locali e l’Enel per snellire al massimo gli iter burocratici e non rischiare di vanificare gli investimenti pronti a partire», afferma Pasquale Trottolini, responsabile regionale di Cna Costruzioni.

Secondo Trottolini, la proposta di legge presentata dalla giunta regionale «deve essere licenziata al più presto dall’Assemblea legislativa», così da fornire «gli strumenti normativi necessari a far partire gli investimenti» e compensare il taglio delle risorse nazionali. Dopo l’approvazione, Cna chiede alla Regione di organizzare un incontro pubblico con imprese, Comuni, enti locali ed Enel «per illustrare la norma e facilitare al massimo le procedure di realizzazione degli impianti, evitando che le pastoie burocratiche rallentino gli investimenti legati alle Cer e all’agrivoltaico».

Trottolini sottolinea che l’Umbria, secondo gli obiettivi del Piano energetico nazionale, dovrà raggiungere entro il 2030 una potenza installata da fonti rinnovabili di 1.756 megawatt, «mentre oggi siamo poco sopra i 200 megawatt: la strada da fare in un tempo limitato è ancora moltissima».

Per il responsabile di Cna Costruzioni, la nuova legge può rappresentare anche «l’occasione per avviare un forte processo di semplificazione negli enti locali», dove spesso la burocrazia e la mancanza di decisione politica «rallentano il rilascio delle autorizzazioni anche quando i progetti rispettano pienamente i requisiti di legge». L’obiettivo, spiega, «deve essere quello di rendere l’Umbria più verde, sostenibile e attrattiva, soprattutto per i giovani, che sono più sensibili ai temi ambientali ma troppo spesso costretti a cercare altrove nuove opportunità».

Il giudizio di Cna sulla proposta di legge della giunta regionale è complessivamente positivo. «Pur in assenza di una norma nazionale di riferimento, quella predisposta da palazzo Donini ci sembra una buona legge, perché coniuga l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici, eolici, geotermici e agrivoltaici con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle produzioni di qualità che caratterizzano il territorio umbro», osserva Trottolini.

La norma, aggiunge, «privilegia la realizzazione di piccoli impianti e punta molto sulle comunità energetiche, che possono ridurre le emissioni inquinanti e i costi per i consumatori, ma anche promuovere progetti sociali grazie alle tariffe incentivanti ventennali legate all’energia condivisa». Quanto all’agrivoltaico, Trottolini lo definisce «una possibile fonte integrativa di reddito per le imprese agricole, in particolare per quelle penalizzate dai dazi statunitensi».

«Bisogna però affrettarsi – conclude – ad approvare la legge e renderla subito operativa, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, perché il taglio dei fondi del Pnrr e la scadenza del bando a fine novembre rischiano di bloccare investimenti già pronti a partire».

Secondo i dati più recenti del Gestore dei servizi energetici (Gse, 2023), in Umbria la potenza complessiva installata da fonti rinnovabili è pari a circa 220 megawatt, in gran parte provenienti da impianti fotovoltaici di piccola e media taglia. Le comunità energetiche rinnovabili sono ancora in fase iniziale: se ne contano meno di venti tra progetti attivi e in costituzione. L’obiettivo fissato dal Piano energetico regionale è di raggiungere entro il 2030 una quota di energia rinnovabile pari al 55% dei consumi complessivi.

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