di Maurizio Troccoli
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In tempi di crisi e di tagli ai trasferimenti ai Comuni, i sindaci più virtuosi si ingegnano glissando i metodi classici di finanziamento e innescando creatività e inventiva. Tra questi c’è Mirko Ceci, sindaco di Pietralunga, comune montuoso dell’Umbria, con tante piccole frazioni di pochi abitanti e difficoltà di comunicazione. Questo è il Comune in Umbria che, quando le temperature diventano rigide, appare sulle cronache tra i primi con case isolate e difficoltà nella garanzia dei servizi vitali alla popolazione. Eppure…eppure è proprio nelle difficoltà che ci si mette la testa per spuntarla. Così accade che Mirko Ceci salta alle cronache per avere messo in piedi un progetto, insieme a Libera, per la costituzione di una cooperativa sociale, riuscendo ad ottenere una tenuta di circa 95 ettari, confiscata alla mafia e affidata interamente al Comune di Pietralunga per una reale opzione di riscatto sul versante del lavoro per i giovani. O accade che in tempi di spending review, a Pietralunga ‘Affittasi sindaco per matrmoni’. Forte della bellezza dei paesaggi del suo territorio e di una vocazione turistica costruita negli anni, Ceci ha l’intuito di sfruttare l’occasione dei matrimoni per una opportunità di business da mettere a disposizione dei suoi cittadini. Insomma i tanti che in tutta Italia, (e anche sui media nazionali come la trasmissione Otto e mezzo in onda su La7, ieri sera), si stanno chiedendo perchè il Comune di Pietralunga è arrivato primo nella graduatoria dei 6mila campanili (iniziativa promossa dal ministero delle infrastrutture con un fondo di 100 milioni per i comuni con meno di 5 mila abitanti, nell’intento di sbloccare piccoli cantieri, meglio conosciuto come click day) possono trovare risposta nell’intuito di un amministratore di un piccolo Comune. Ecco come si porta a casa 1 milione di euro per piccole opere.
La polemica nazionale Ci si chiede perchè un Comune con 2.182 abitanti, che presenta la domanda di ammissione a finanziamento del suo progetto alle ore 8.59 viene ammesso come primo in graduatoria, quando la graduatoria stessa prevedeva che le domande devono essere presentate a partire dalle 9.00? Se lo chiedono tanti sindaci esclusi dai soldi (sono 3.600 infatti i Comuni che hanno inviato la domanda contro soli 115 che l’hanno vinta entro i primi 21 secondi a partire dalle 9.00 del 24 ottobre), giornalisti dalla penna sottile come Paolo Pagliaro, durante il videoeditoriale de ‘Il Punto’ su La7 nella trasmissione ‘Otto e mezzo’, andato in onda mercoledì sera, e se lo chiedono anche parlamentari umbri che stigmatizzano il metodo del ‘click day ‘per l’assegnazione dei finanziamenti. Insomma l’iniziativa del ministero prevedeva che la presentazione dei progetti doveva essere fatta tramite Pec il 24 ottobre scorso a partire dalle 9. I primi comuni che riuscivano a inviarli a partire dalle 9.00 e fino a esaurimento dei fondi, si aggiudicavano il finanziamento da un minimo di 500 mila euro a un massimo di un milione per piccoli cantieri. Dopo appena 21 secondi a partire dalle 9.00 di quel giorno e cioè alle 9.21 tutti i finanziamenti erano già esauriti e se li sono aggiudicati tutti quei comuni che entro quei 21 secondi sono riusciti a inviare il progetto. Si solleva una protesta infinita contro Pietralunga perchè la domanda risulta giunta un secondo prima, ovvero alle 8.59. Un altro Comune umbro, quello di Cerreto di Spoleto, noto alle cronache politiche anche per il forte sostegno che riconosce ad ogni tornata elettorale a Gianpiero Bocci, sottosegretario del Governo, parlamentare Pd, storico democristiano umbro, si è conquistato il finanziamento facendo pervenire la domanda alle ore 9.08, aggiudicandosi così 557 mila euro per una popolazione censita di 1122 abitanti. Per farsi un’idea sui sindaci ‘svegli’ ci sono comuni che, con pochi abitanti, si sono beccati cifre che valgono tanto se si tiene conto del momento di difficoltà. Ad esempio il Comune di Cervatto, in Piemonte, provincia di Vercelli, con soli 48 abitanti, incassa 910 mila euro di opere, Sabbia, 57 abitanti, sempre Piemonte, sempre Vercelli ne incassa 929 mila, Argentera, sempre Piemonte ma questa volta in provincia di Cuneo, con soli 79 abitanti si aggiudica 914 mila euro e Bergolo, sempre Piemonte e sempre in provincia di Cuneo, con 67 abitanti si aggiudica un milione tondo tondo. Vai alla graduatoria dei vincitori.
Ecco come ho fatto Mirko Ceci, sindaco di Pietralunga, raggiunto telefonicamente da Umbria24 spiega: «Di professione faccio l’avvocato e come esperienza ho le graduatorie per le domande di regolarizzazione degli immigrati che funzionano con lo stesso strumento del ‘click day’. Ovvero riesce a spuntarla chi invia prima. Per questo ero a conoscenza del fatto che la normativa sulla Pec prevede un range di tolleranza del 10 percento sui tempi di invio, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 2 novembre del 2005. A quel punto, visto che si trattava di soldi importanti per un piccolo Comune mi sono organizzato con i miei collaboratori. Quella mattina alle 5 eravamo tutti svegli e pronti per vincere la sfida. Da postazioni collocate in vari posti sul territorio, più collaboratori hanno cominciato insieme a me e in costante contatto telefonico a fare i test di invio. Abbiamo fatto i nostri calcoli rodando il meccanismo. Alla soglia delle ore 9.00, secondo un piano prestabilito, abbiamo fatto l’invio della Pec. Un pizzico di fortuna ha fatto sì che quello giusto sia stato proprio quello inviato da Pietralunga, giunto poco meno di un secondo prima dell’apertura della gara. Utilizzavamo lo stesso meccanismo nella regolarizzazione per le quote dei flussi sull’immigrazione, operando da postazioni diverse, dotate di computer e rete internet differenti, così da migliorare le performance di trasmissione».
Le risposte Insomma caparbietà, inventiva, organizzazione e capacità di fare squadra, possono avere il valore di un milione di euro. E a chi oggi alza il fumo della polemica contro il metodo del ‘click day’, come alcuni comuni che hanno annunciato una raffica di ricorsi e alcuni deputati e amministratori che denunciano il fatto che i progetti vengono considerati sui tempi di trasmissione e non sulla qualità dell’idea, a danno di chi magari invia da luoghi nei quali le connessioni sono più lente, Ceci risponde: «Fa specie innanzitutto vedere come queste polemiche nascano sempre il giorno dopo e non il giorno prima. Ma quello che più dovrebbe fare riflettere è come mai tutti si scandalizzano sul metodo quando si tratta di soldi e nessuno invece quando si tratta della dignità delle persone? Ripeto che lo stesso metodo viene utilizzato per la regolarizzazione degli immigrati, perchè gli stessi che protestano oggi su questo metodo non l’hanno fatto a difesa della dignità di quelle persone che possono essere ulteriormente mortificate sulla base della velocità di trasmissione della domanda?».
Il progetto Cosa ci farà il sindaco con un milione di euro a Pietralunga? «Il progetto – risponde Ceci – prevede opere infrastrutturali per la viabilità e l’illuminazione. Prevediamo che il tracciato sarà costruito per ospitare anche l’alloggiamento della fibra ottica così da risparmiare quando la andremo a collocare. Ma voglio ribadire che nonostante il mio Comune sia particolarmente montuoso, con seri problemi di digital divide, ovvero con coni d’ombra notevoli per l’accesso alla rete, noi abbiamo già realizzato opere per le connessioni ‘wi fi’, che oggi garantiscono una significativa copertura che tuttavia intendiamo implementare e migliorare».

Il click day è illegittimo? via ai ricorsi»
Una consulenza legale evidenzia i limiti del Piano 6.000 Comuni: Ill “click day” è un criterio illegittimo, oltre che demenziale.
Potrebbe aprirsi a breve il contenzioso tra i Comuni e il ministero delle Infrastrutture sulle procedure per ottenere i finanziamenti del “Piano 6.000 campanili”, un programma che finanzia progetti locali di vari tipi.
La definizione più giusta sarebbe “mette in palio dei fondi” perché il criterio principale di selezione non ha nulla a che vedere con la bontà, l’utilità o l’efficienza dei progetti presentati. Vince chi arriva prima come nel modello Ticketone: biglietti dei concerti in vendita dalla tot ora di un tal giorno e tutti pronti con l’indice sul tasto invio a casa dell’amico che ha la connessione più veloce.
Per i Comuni funziona allo stesso identico modo e il sindaco che vuole sperare in un finanziamento deve avere una qualità su tutte: la banda larga.
È chiaro che chi non ha una connessione veloce non ne ha colpa, eppure non potrà mai arrivare prima degli altri, anche se il suo progetto è il migliore e il più utile alla popolazione. L’esperienza di quest’anno lo dimostra: i primi 100 milioni di euro sono stati assegnati ai 115 Comuni più veloci, anzi, velocissimi visto che hanno cliccato tutti nel giro di 21 secondi.
Alla luce di queste problematiche l’Assco (Associazione Sostegno Comune) ha affidato ad uno studio legale genovese l’incarico di studiare la Convenzione tra il ministero e l’Anci, per capire se ci sono margini di azione e la risposta è positiva, ma è necessario che almeno uno dei Comuni che hanno partecipato al click day presenti ricorso al Tar.
I Comuni di montagna avrebbero una carta in più, il fatto che il click day si pone in contrasto con i principi base della pubblica amministrazione: massima concorrenza, non discriminazione e parità di trattamento, visto che penalizza i Comuni che hanno una scarsa connessione, certamente non per colpa. In questo caso l’intera procedura di assegnazione dei fondi cadrebbe e tutto sarebbe da rifare. C’è poi l’ipotesi di annullare solo alcuni finanziamenti, perché pare che siano numerosi quelli che hanno cliccato un secondo prima della scadenza.
De Pellegrin, sindaco di Forno di Zoldo. «Sia chiaro, non sono contro a chi ha ottenuto i finanziamenti, ma al metodo. In generale questi piani di finanziamento mirati, come quello per i Comuni di confine, non fanno che peggiorare la situazione di chi si vede escluso suo malgrado».(i.a.)
La lettera con la consulenza legale è arrivata in questi giorni a molti sindaci bellunesi e c’è chi appoggia in pieno il principio, anche se il ricorso al Tar non può darsi per scontato.
«Il click day è un metodo che non premia nulla, è vergognoso», osserva Camillo