di Chiara Fabrizi
Perugia, Spoleto e Foligno. È tra gli edifici scolastici di queste tre città che si nascondono il maggior numero di aule «fuorilegge» della regione. Classi-pollaio che in una metratura striminzita ospitano un numero eccessivo di alunni. Duecentottanta in tutta l’Umbria, poco meno di cinquanta nel capoluogo, 29 a Spoleto, 25 a Foligno. A tirar fuori i dati è direttamente il ministero dell’Istruzione che, messo spalle al muro dalla class action promossa dal Codacons e accolta da una sentenza del Consiglio di Stato, si è trovato costretto a pubblicare il Piano nazionale per la messa in sicurezza delle scuole italiane.
Perugia, Spoleto e Foligno Sul gradino più alto del podio regionale ci finiscono, per forza di cose, gli istituti scolastici di Perugia. A scorrere le voci del lungo elenco redatto negli uffici romani di viale Trastevere, tra materne, elementari, medie e superiori, il capoluogo compare una cinquantina di volte, 47 a voler essere precisi. Ad appuntarsi al petto una medaglia di argento di cui si sarebbe fatto volentieri a meno, invece, è inaspettatamente Spoleto che con 29 classi-pollaio, quasi tutte concentrate tra materne ed elementari, fa meglio, si fa per dire, anche della vicina e più grande Foligno. La città della Quintana, infatti, nonostante una popolazione scolastica decisamente più numerosa con le «aule fuorilegge» si ferma a quota venticinque.
Le altre città dell’Umbria Se i dati spoletini stupiscono, quelli di Marsciano sbalordiscono. La piccola cittadina infatti si piazza al quarto posto della graduatoria con 15 classi-pollaio, «bruciando» Gubbio (10), Città di Castello (9), Todi (8), Gualdo Cattaneo (7), Montecastrilli (7), Magione (7), Orvieto (6), San Giustino (6), Assisi (6), Fabro (6), Corciano (5), Passignano sul Trasimeno (5), Sigillo (4), Bevagna (4) Torgiano (4), Cerreto di Spoleto (3), Città della Pieve (3), Montone (3), Bastia Umbra (3) Panicale (3), Deruta (3), Massa Martana (3), Arrone (3), Allerona (2), Porano (2), Spello (2), Castiglione del Lago (2), Bettona (1), Narni (1), Nocera Umbra (1), Amelia (1), Scheggino (1), Acquasparta (1), Cannara (1), Cascia (1), Castel Ritaldi (1), Umbertide (1), Valfabbriza (1), Otricoli (1), Bettona (1).
Il caso di Terni con solo 4 classi-pollaio Al di là dei freddi numeri è sicuramente il caso di sottolineare il dato registrato nella città di San Valentino. Stavolta, però, il record è di quelli da andar fieri. Sì, perché la seconda città più grande della regione figura solo quattro volte nel Piano nazionale per la messa in sicurezza delle scuole italiane. Insomma, di classi affollate o con una metratura striminzita a Terni ce ne sono davvero poche.
Cos’è una classe pollaio? Un’aula è «fuorilegge» quando ospita classi formate da più di 25 alunni in uno spazio di dimensioni inferiori ai 45 metri quadri netti (48 per le superiori). Ma anche quando, a prescindere dal numero di alunni ospitato, la metratura non garantisce l’indice minimo di 1.80 metri quadri netti pro-capite per materne, elementari e medie e di 1.96 metri quadri per le superiori.
Codacons: «Soddisfatti a metà» Nonostante il successo incassato con la sentenza del Consiglio di Stato, al Codacons la soddisfazione per il Piano non è completa. Sì, perché se da un lato la pubblicazione del documento è indubbiamente un passo in avanti in materia di sicurezza scolastica, dall’altro i tempi stimati dal ministero per la messa in sicurezza delle aule «fuorilegge» sono piuttosto lunghi. «Siamo soddisfatti per essere riusciti a costringere il Ministero a emanare il Piano di messa in sicurezza delle scuole – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – ma non ci piace il fatto che questo piano abbia un tempo di realizzazione di dieci anni, e continueremo a lottare perché le scuole dei nostri figli siano sicure e perché sia garantita l’occupazione ai docenti».
Poretti e Maori (Radicali):«In Umbria classi di 40 alunni» In un’interrogazione a risposta scritta al ministero dell’Istruzione e a quello dell’Interno la senatrice radicale Donatella Poretti ha segnalato la presenza in Umbria di classi di 40 studenti. «In particolare – scrive la parlamentare nella nota congiunta con Andrea Maori della segreteria di Perugia – ci si riferisce agli istituti tecnici agrari Augusto Ciuffelli, Patrizi-Baldelli, Valnerina: una situazione aggravata anche dal fatto che in tali istituti tecnici agrari le aule sono state progettate e costruite nella previsione di 30 studenti ognuna e quindi 40 studenti non entrano fisicamente seduti in aule costruite per 30. Non solo: anche i corridoi e le vie di fuga, in caso di terremoto od incendio, sono state progettate e costruite per classi di 30 studenti e non di 40».
Legambiente: «Solo 11 scuole antisismiche» Anche l’associazione verde si è interessata alla sicurezza nelle scuole ed è di qualche settimana fa la pubblicazione del report «Ecosistema Scuola 2011». Nel documento viene segnalato che «in Umbria su 173 edifici scolastici il 27% sono quelli che necessitano d’interventi di manutenzione urgente e che solo 12 di essi sono costruiti tra il 1990 e il 2009 e che solo 11 risultano edificati con criteri antisismici, mentre gli altri sono vecchi di oltre 20 anni».

