di Fra. Mar.

Sono oltre 40 le scosse di terremoto con epicentro in Alta Val Tiberina registrate da sabato. Dopo il primo e più forte evento sismico di 3.6 gradi scala Richter, che si è verificato sabato mattina intorno alle dieci, lo sciame sismico è andato avanti per tutta la giornata di sabato e domenica e anche durante la notte.

Nessun danno Al momento non vengono segnalati danni. Qualche calcinaccio è caduto sabato in seguito alla scossa di 3.6 gradi, avvertita fino a Perugia. Dopo quella, secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, le scosse, come detto, sono state 33.

Poco profonde Mai di profondità superiore ai 10 chilometri, di intensità compresa tra 1.8 e 3.2, stanno tenendo col fiato sospeso quanti in queste ore le stanno sentendo. Le città più vicine all’epicentro, più o meno sempre lo stesso, sono Umbertide, Montone e Città di Castello.

Bacchetta «Come ognuno di noi ha constatato in queste ore e come gli esperti ci vanno confermando, lo sciame sismico è in fase evolutiva. Continuiamo dunque il monitoraggio su tutto il territorio e in via del tutto precauzionale abbiamo deciso di chiudere le scuole nella giornata di lunedì 22 aprile e martedì 23 aprile» dichiara il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta.

Scuole chiuse «Sottolineo – aggiunge ancora – che la misura non è stata dettata da problematiche strutturali rilevate negli edifici. I sopralluoghi ci dicono che tutte le sedi sono in sicurezza: la decisione è stata assunta per permettere alle famiglia di programmare la gestione dei propri figli con certezza, senza dover far fronte all’eventualità della chiusura anticipata dell’attività scolastica, così come prescritto dal piano di emergenza in caso di altri fenomeni. L’attività di accoglienza presso il Palazzetto dello Sport di via Engels, disposta nella notte per motivi precauzionali e per venire incontro ai cittadini che hanno preferito lasciare la propria abitazione, proseguirà così come la mobilitazione di tutti i soggetti che stanno collaborando sui vari fronti di questa emergenza».

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