Ospedale di Città di Castello

di Barbara Maccari

Il pronto soccorso di Città di Castello è stato preso d’assalto dopo la notizia del 27enne ricoverato all’ospedale di Perugia per una meningite. Il ragazzo ha partecipato sabato 23 al veglione del rione San Pio presso la discoteca Formula, assieme un migliaio di altre persone. Le condizioni del 27enne tifernate ricoverato all’ospedale di Perugia per una meningite meningococcica, sono in lento miglioramento. Il ragazzo ha passato una notte tranquilla nel reparto di malattie infettive.

Bollettino medico Occorrerà attendere ancora un paio di giorni perché i medici della S.C di Malattie infettive del S. Maria della Misericordia sciolgano la prognosi. Le terapie cui il paziente è stato sottoposto hanno già dato «esiti confortanti» , come ha avuto modo di dire il Dottor Maurizio Fiorio, che ha seguito il caso, in stretto contatto con la Direzione Medica del nosocomio perugino, ed in special modo con la dottoressa Luisella Pieri, che aveva comunicato alla Asl Umbria 1 l’esito degli esami cui il giovane era stato sottoposto e che aveva reso necessari controlli su quanti avevano frequentato gli stessi luoghi pubblici del 27 enne. I sanitari della Clinica di Malattie infettive diretta dal Prof. Franco Baldelli emetteranno un bollettino medico già nella giornata di venerdì, fiduciosi di poter  dare ulteriori notizie positive sul giovane dell’Alta Valle del Tevere.

Assalto al pronto soccorso Il ragazzo sabato 23 marzo ha partecipato al veglione sociale del rione San Pio presso la discoteca Formula a Città di Castello. Proprio questa notizia ha scatenato il panico nella vallata: decine di persone hanno preso d’assalto il pronto soccorso tifernate mercoledì sera e giovedì mattina chiedendo spiegazioni e temendo per la loro salute. Si sono presentate persone che hanno partecipato al veglione ma anche solo dei conoscenti dei partecipanti alla festa.

Rassicurazioni Non sono bastate le rassicurazioni dei medici nella riunione organizzata dal rione San Pio mercoledì sera. La Asl Umbria 1 ricorda che la trasmissione della meningite avviene solo per via diretta e non entrando in contatto con persone che, a loro volta, sono state vicine al giovane ventisettenne.

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