Raffaele Cantone

di B.M.

Sarà Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, l’ospite della prima Giornata della trasparenza e della legalità organizzata dal comune di Città di Castello. All’incontro, previsto lunedì 7 marzo alle 17.30 presso il teatro degli Illuminati, parteciperanno come relatori il presidente Cantone, Francesco Merloni dell’Autorità anticorruzione, Alessandra Pioggia, docente dell’Università di Perugia e Bruno Decenti, segretario del Comune di Città di Castello.

Che cosa è la Giornata della trasparenza È il comma 6, articolo 10 del decreto legislativo 33 del 2013, conosciuto come ‘Decreto della trasparenza’, a parlare delle giornate specifiche nell’ambito del programma triennale per la trasparenza e l’integrità. A Città di Castello è anche una previsione contenuta nel Piano di prevenzione della corruzione, aggiornato al triennio 2016-2018 dalla giunta comunale. Ha l’obiettivo di informare anche su piano e relazione della performance, processo della pubblica amministrazione convergente con anticorruzione e trasparenza, nella quale si dà conto di che cosa il Comune ha fatto, con quali risorse umane, tecniche ed economiche durante l’anno.

IL PORTALE TRASPARENZA DEL COMUNE

Confronto con Cantone «Città di Castello garantisce nel sito specifico accessibilità totale alle informazioni concernenti l’organizzazione, l’utilizzo delle risorse e i risultati ottenuti per favorire forme diffuse di controllo nel rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità, così come vuole la definizione di ‘trasparenza’ – spiegano il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore Enrico Carloni – Su quanto fatto ci confronteremo insieme al presidente Cantone, impegnato in prima linea nella lotta contro fenomeni grandi e piccoli di mala amministrazione nelle istituzioni italiane. Non è certo la prima volta che il Comune si occupa di legalità ed etica pubblica ma anche in questa circostanza abbiamo coinvolto gli studenti delle scuole superiori, perché su questi temi le leggi non sono sufficienti a sradicare malcostume e inefficienze se non affiancate da un cambiamento culturale, di cui i giovani dovranno essere portatori quando, con il voto, potranno influenzare direttamente la vita politica del loro comune o del Paese».

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