Un caso di meningite meningococcica è stato diagnosticato a un 27enne di Città di Castello, trasportato al pronto soccorso dell’ospedale altotiberino martedì alle 9 dal 118. Immediatamente si è attivata la procedura che ha comportato il trasferimento a Perugia e l’avvio della profilassi.
Meningite meningococcica Secondo quanto riferisce la Asl Umbria 1, dopo i primi accertamenti e le opportune consulenze specialistiche, è stato effettuato il prelievo del liquor per sospetto di meningite; il laboratorio analisi dell’ospedale di Città di Castello ha confermato la diagnosi di meningite meningococcica e si è proceduto al trasferimento del paziente presso l’unità operativa di Malattie Infettive dell’Azienda ospedaliera di Perugia.
Profilassi su parenti e contatti stretti Arrivato martedì notte al Santa Maria della Misericordia, il caso è stato rivalutato in meningite non virale, secondo quanto riferisce l’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera di Perugia. E’ stata quindi informata la direzione medica dell’Azienda ospedaliera che ha immediatamente disposto, dopo gli accertamenti diagnostici fatti dai sanitari della struttura complessa di malattie infettive, diretta dal professor Franco Baldelli, di emettere una nota all’Asl Umbria 1 con la nuova diagnosi che presuppone indagini negli ambienti frequentati dal 27enne per scongiurare ogni pericolo di contagio. La Asl, dunque sta dando vita alla relativa indagine epidemiologica finalizzata alla individuazione dei conviventi e dei contatti stretti, adottando le opportune misure di profilassi antibiotica e di sorveglianza sanitaria.
La malattia La Asl ricorda che la meningite è una malattia batterica caratterizzata da esordio brusco di febbre, cefalea intensa, nausea, spesso vomito; la trasmissione avviene esclusivamente per contatto diretto con persone infette (goccioline nasali faringee).
Veglione di San Pio Dalle informazioni acquisite risulta che il paziente abbia partecipato al veglione rionale di San Pio presso la discoteca “Formula” nella giornata di sabato 23 marzo. Ribadendo che la presenza all’evento non costituisce di per sé alto rischio di contrarre la malattia, si invitano i partecipanti che dovessero presentare i sintomi sopra riportati entro dieci giorni successivi all’evento, a contattare il proprio medico curante (medico di medicina generale) o la guardia medica (medici della continuità assistenziale).
