Una cartella della Tari recapitata a un bambino di otto anni. Un errore evidente del Comune di Città della Pieve, segnalato dal quotidiano La Nazione.
La replica del Comune «Il “caso” (mai verificatosi in precedenza) riferito da una cittadina alla stampa era perfettamente a conoscenza di questa Amministrazione – si legge in una nota -. Alla prima segnalazione è stato immediatamente risposto che non avrebbe dovuto tener conto della “cartella pazza” e che gli uffici avrebbero immediatamente provveduto alla verifica con il gestore del programma informatico dell’anomalia che ha prodotto l’emissione della bolletta. Abbiamo quindi appreso che il bambino di 8 anni erroneamente indicato come intestatario presenta 3 casi di omonimia e che l’errore del sistema è probabilmente attribuibile a questo fatto (evidentemente il programma ha pescato un codice fiscale errato riferito ad omonimo)».
Scuse presentate «Con la cittadina – prosegue l’Amministrazione – ci siamo giustamente scusati già in quell’occasione e ribadiamo che la cartella è già stata annullata contestualmente alla segnalazione e l’unica cortesia richiesta alla contribuente è stata che ci facesse riavere il documento errato per conservarlo agli atti. Cogliamo anche l’occasione per informare tutti i cittadini che le eventuali variazioni che dovessero ravvisare rispetto alle bollette dell’anno precedente dipenderanno esclusivamente da compensazioni in rapporto agli sgravi di premialità (come da regolamento vigente) e dalla eventuale variazione rispetto ai parametri di metrature e numero di componenti il nucleo familiare. Si rappresenta che gli uffici preposti restano sempre a disposizione degli utenti per ogni eventuale chiarimento».
