La sede del'Asm

Dopo che la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla procura di Terni in merito al proscioglimento dei 10 indagati per il filone di inchiesta sull’inceneritore Asm di Maratta che riguarda quattro casi di malattia tra gli operai, l’opposizione di palazzo Spada torna a farsi sentire sull’argomento chiedendo all’amministrazione di costituirsi parte civile nel procedimento.

Movimento 5 Stelle Sulla questione il gruppo consiliare del M5S, tramite Thomas De Luca, presenterà una mozione per «impegnare il sindaco Leopoldo Di Girolamo a far costituire il Comune di Terni parte civile. Le scelte sbagliate del passato non possono condizionare l’amministrazione attuale. Questo processo riguarda l’intera comunità ternana e  non solo le famiglie dei due lavoratori morti e la vita degli altri due che si sono ammalati. Ciò che è avvenuto in quegli anni ha avuto e sta avendo ripercussioni incalcolabili per tutta la popolazione ternana. Ripercussioni su cui nessuno può arrogarsi il diritto di tacere, di voltarsi dall’altra parte, di abbandonarsi all’indifferenza. Successivamente all’accoglimento del ricorso da parte della Corte di Cassazione, che riporta al punto di partenza il processo riguardante l’omicidio colposo per la morte dei due lavoratori nell’inceneritore Asm, il Comune deve tornare sui propri passi. Tutti i consiglieri di maggioranza e d’opposizione si trovano di fronte ad una scelta obbligata in cui ognuno è personalmente responsabile e coinvolto».

I Love Terni Il consigliere Enrico Melasecche del gruppo I Love Terni ha presentato un atto di indirizzo che «impegna il sindaco, da oggi in poi, a costituire il Comune parte civile in tutti quei processi in cui soggetti vari, quindi politici, dirigenti o altri, abbiano agito in modo non corretto e per tale ragione vengano rinviati a giudizio dopo la fase delle indagini ogniqualvolta tale costituzione sia consentita dalla legge e ciò sia per le note ragioni di opportunità processuale relativamente al rimborso dei danni causati all’ente, ma anche e sopratutto per declinare concretamente quella indipendenza delle istituzioni da interessi amicali degli eletti nei confronti di compagni di partito o di altra provenienza, a maggior ragione oggi dopo il voto all’unanimità del consiglio comunale sulla adesione alla Carta di Pisa». L’atto inoltre «impegna moralmente sindaco, assessori, consiglieri comunali e chiunque abbia svolto funzioni pubbliche a rinunciare alla prescrizione ogniqualvolta tale istituto diventi nei fatti l’ostacolo all’accertamento della verità in un giudizio penale o amministrativo».

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