Un particolare dell'Adorazione dei Magi del Perugino (foto Galleria nazionale dell'Umbria)

Approvato all’unanimità in Prima commissione consiliare il progetto definitivo della pista ciclabile che collegherà Narni con Terni. Si tratta di un percorso che si estenderà a cavallo delle due città per 11 chilometri in pianura adatti a ciclo-escursionisti, agli sportivi, ai gruppi e alle famiglie. Un’opera «di grande utilità turistica, perché attraversa zone di significativa bellezza ambientale e storica» ha sottolineato il consigliere comunale Michele Rossi sui social. Ma è polemica nella maggioranza e nell’opposizione per le manutenzioni di questa nuova pista e per l’impianto di essiccamento di fanghi reflui che dovrebbe sorgere proprio accanto alla nuova struttura. Scatta l’atto di indirizzo del consigliere di Senso civico, Alessandro Gentiletti, che pensa anche a un emendamento per allungare la pista fino alla zona industriale di Terni.

Manutenzione ciclabile Terni-Narni Un progetto importante per il quale è alta l’attenzione sugli aspetti legati alla sicurezza del tracciato. «È prevista infatti – ha scritto Rossi – la realizzazione di adeguate opere di stabilizzazione dei fondi in materiale sciolto, opere di protezione contro la caduta, segnaletica ed arredo e pubblica illuminazione».  Opere importanti che se non mantenute adeguatamente sono destinate all’abbandono. Sempre Michele Rossi su questo aspetto ha sollevato la problematica: «Ho manifestato preoccupazione  riguardo la manutenzione necessaria. A maggior ragione nel caso di ciclabili che costeggiano il fiume occorre individuare precisamente i responsabili dei periodici interventi perché ci si occupi del taglio di rami o della vegetazione spontanea che potrebbe facilmente invadere la pista e quindi renderla inutilizzabile. Mi è stato risposto che ‘in questo caso, andando a realizzare la pista per gran parte della sua lunghezza sull’argine del fiume non occorrerà troppa manutenzione e che questa sarà comunque a carico del consorzio Tevere-Nera’».

Problema impianto fanghi La manutenzione non è l’unico aspetto a preoccupare i consiglieri comunali, di mezzo c’è anche l’impianto di essicamento di fanghi che dovrebbe sorgere proprio lungo la nuova ciclabile. Un impianto che per il consigliere Genitletti «appesantirà il paesaggio, aumenterà le necessità di discarica e il traffico pesante e soprattutto vanificherà e danneggerà la nuova pista turistica per cui abbiamo votato insieme». Proprio a tale proposito il consigliere di minoranza ha annunciato «atto di indirizzo per impedire che avvenga, perché non ha senso investire su ambiente paesaggio turismo e mobilità alternativa e allo stesso tempo consentire opere che vanno in direzione opposta e non portano alcun valore aggiunto di qualità».

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