Una mensa scolastica (foto archivio Fabrizi)

«Esternalizzando il servizio di ristorazione scolastica il costo del pasto per il Comune passa da 6.23 a 5 euro e non da 11 a 5 euro come sostenuto dall’assessore Carla Riccardi». In attesa dell’assemblea dei genitori in programma mercoledì 19 agosto alle 17 nella sede della Uil in via Pacinotti, il segretario Gino Venturi torna alla carica del provvedimento varato da Palazzo Spada che ha definito la chiusura di quattro cucine interne di altrettante scuole materne, si tratta della Valenza, Grillo parlante, San Michele e San Clemente. A dar manforte alla Uil e alle famiglie è il consigliere regionale Emanuele Fiorini che con un lungo intervento bolla la scelta dell’amministrazione come «pessima e insensata».

«43.5% pasti ordinati non consumati, prima occorre razionalizzare» Secondo il sindacato, che sulle modifiche sta dando battaglia da giorni, la decisione del Comune di Terni non comporterà decisi risparmi per le casse comunali: «Assessore e dirigente hanno sostenuto – scrive il segretario sindacale – che il costo di un pasto preparato direttamente nelle cucine delle scuole è di 11 euro mentre quello portato precotto da fuori è di 5 euro. Eppure utilizzando i dati ufficiali, il costo di un pasto “cotto e mangiato” è di 6.23 euro». La differenza sarebbe data dal conteggio dei pasti ordinati ma non consumati che secondo i dati sono circa 93.906 pari al 43.5% del totale. E in questo senso: «Sugli “avanzi”, sia per la loro valenza economica che per l’insito profilo diseducativo, occorrerà aprire a breve un ragionamento».

Richiesto tavolo di confronto Intanto però la richiesta della Uil è chiara e tutta rivolta all’assessore Carla Riccardi: «Auspichiamo un confronto serio che coinvolga genitori e tecnici comunali, fermo restando la difesa della qualità del servizio, su cui non siamo disposti a trattare, restiamo disponibili a esaminare organizzazione, spese, gestione e tariffe per conseguire risparmi nella gestione delle mense». Gli sviluppi della vicenda, attraverso la posizione sul tema dell’assessore Riccardi, ma anche delle mamme e dei papà che nel pomeriggio di mercoledì si riuniranno in assemblea, saranno già noti nelle prossime ore.

Fiorini (Lega): «Scelta insensata» Sulla vicenda della chiusura di quattro cucine interne ad altrettante materne, è intervenuto anche Fiorini, consigliere regionale della Lega nord, criticando con toni duri il provvedimento di Palazzo Spada: «Per far quadrare il bilancio la giunta comunale ha pensato bene di esternalizzare il servizio delle mense scolastiche, in parole povere invece di eliminare gli sprechi, viene tagliata la qualità dei servizi, peraltro a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico e ad insaputa dei genitori. Per ora sono coinvolte 4 scuole e 150 bambini, ma è lecito pensare che l’espediente possa essere esteso in futuro anche agli altri istituti scolastici. Come Lega giudichiamo fin da ora pessima e insensata la scelta del Comune che andrà solo a intaccare la qualità del servizio delle mense scolastiche di Terni, segnando l’addio ai pasti cotti e mangiati in loco. Contestiamo – prosegue Fiornini – anche i risparmi paventati dall’assessore Riccardi, nonostante le cifre consegnate risultino poco chiare e per certi versi manipolate, ma comunque dopo la prima analisi la differenza del costo di un pasto cotto e mangiato in loco e di uno trasportato non è così elevata come vogliono farci credere, senza contare che la retta che dovranno pagare le 150 famiglia sarà comunque invariata». L’affondo politico non tarda ad arrivare: «L’amministrazione comunale cerchi di coprire le proprie magagne lucrando sull’alimentazione e quindi la salute dei bambini. Non vorremmo, poi, che tutto questo fosse stato fatto per favorire i soliti ‘amici degli amici’ in considerazione di una futura gara di appalto».

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