di Chia.Fa.

È direttamente il Tar dell’Umbria a sollevare pesanti perplessità sul concorso per il primariato di Chirurgia dell’ospedale di Spoleto. Già, perché i giudici amministrativi, chiamati a pronunciarsi dopo il ricorso sull’esito del concorso del primariato di Chirurgia presentato e poi ritirato del dottor Alberto Patriti, sulla richiesta dell’Asl Umbria 2 di far pagare le spese legale al giovane professionista esperto in robotica del San Matteo degli Infermi, non si sono limitati a respingere l’istanza dell’azienda sanitaria, ma hanno evidenziato una serie di criticità che a loro dire hanno caratterizzato la procedura. La notizia è stata riportata da diverse testate.

Sentenza del Tar In particolare, nella sentenza si parla esplicitamente di «numerose incongruenze sulla valutazione dei curricula del dottor Patriti (quinto classificato, ndr) e al dotto Giampaolo Castagnoli (primo in graduatoria e già primario a Spoleto, ndr) in special modo con riferimento al punteggio attribuito per le strutture presso le quali i candidati hanno prestato la loro attività, per la posizione funzionale e per la tipologia qualitativa e quantitativa delle prestazioni».

Le incongruenze rilevate dai giudici Non solo. I giudici amministrativi rilevano «ulteriori incongruenze nell’ambito delle modalità di valutazione delle capacità professionali sia con riferimento alla predisposizione delle domande sia con riguardo all’attribuzione dei punteggi, non essendo immediatamente percettibili dalle motivazioni i 30 punti attribuiti a Patriti e i 49 punti a Castagnoli». E poi: «Considerevoli carenze emergono sulla predisposizione dei criteri di valutazione curriculari e all’attinenza e specificità dell’incarico da conferire che richiedeva espressamente il possesso di una solida competenza nella tecnica operativa robotica e non una spiccata capacità gestionale». Un rilievo, questo, che all’indomani della pubblicazione della graduatoria del concorso l’amministrazione comunale e diverse associazioni di cittadini non avevano tardato a evidenziare.

Attivato ufficio legale Comune Per questi motivi, intanto, il Tar ha giudicato «priva di qualsiasi fondamento la domanda di condanna di Patriti al pagamento delle spese», ma è chiaro che la sentenza ha alzato il livello di scontro che ormai da qualche giorno caratterizza i rapporti tra il sindaco Fabrizio Cardarelli, la sua amministrazione e il direttore generale Sandro Fratini. In questo senso, dal Comune si fa sapere che la pronuncia del Tar è al vaglio degli uffici legali chiamati a verificare eventuali azioni legali.

Ncd all’attacco del dg Fratini Intanto sulla vicenda è intervenuto anche Ncd, attraverso il coordinatore provinciale Massimo Monni e il suo vice Mirko Menicacci: «La sentenza del Tar rappresenta l’ennesimo pasticcio di una gestione della Asl 2 inadeguata. Già nei giorni immediatamente successivi all’espletamento delle prove, tutti gli addetti ai lavori, più o meno manifestamente, rappresentavano perplessità per l’esito delle prove. Ora anche i giudici hanno sottolineato una serie di incongruenze marchiane nell’espletamento del concorso che potrebbero sfociare in un annullamento del concorso e potrebbero essere attenzionate dalla Corte dei Conti».

Tribunale del malato Dura anche la presa di posizione del Tribunale del malato: «La Asl non contenta di aver visto classificato quinto il dottor Patriti ha voluto strafare chiedendo al Tar che il professionista pagasse le spese processuali, ma è arrivato l’autogol con una sentenza dei giudici amministrativi che evidenzia quanto giuste fossero le innumerevoli proteste e le segnalazioni del Tribunale del malato che oggi accogliere con soddisfazione la pronuncia del Tar, augurandosi che questa vicenda intervengano le Istituzioni affinché tutto sia chiarito nelle sedi idonee».

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