di Maurizio Troccoli
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Format unico, immagini da capogiro, fonici che sono una garanzia, regia da sollevare il cappello e chef Rubio che ha il potere di trasformare, in attori, tutti i personaggi che incontra. Il risultato? Un’Umbria vera, mostrata attraverso punti di vista insoliti. Probabilmente sconosciuti anche agli indigeni. Re delle scene, le prelibatezze succulente di questa regione, i volti di giovani e anziani che dicono più delle parole, paesaggi passati a pellicola con effetto cinematografico da fare uscire gli occhi dalle orbite, per una puntata divertentissima, con l’acquolina che gocciola sul telecomando.
Un’Umbria mai vista così A pensarla, o a pagarla, una campagna di promozione del territorio di questa metratura – vale la pena non essere ipocriti da negarlo -, significherebbe ingaggiare troupe di professionisti da ‘primo cartello’. E invece ti piomba chef Rubio con l’incontenibile truppa di ‘Unti e bisunti’ e il risultato è oltre l’auspicabile misura. Immagini in ‘battere e levare’ dal ritmo del ‘colossal’, cambi di scena furtivi come la volpe, una narrazione studiata all’istante e suggerita da improvvise ambientazioni, ‘mini-format’ mai uguali e vocati all’effetto sorpresa, fermi immagini in grado di scimmiottare il surreale con la potenza della realtà: e anche storia, cultura contadina, e territori eviscerati. Veri. Quelli che il mondo vorrebbe conoscere quando sceglie l’opzione ‘Umbria’.
Che film Così lo chef col baffetto sfida Luca a Foligno e il suo piccione. Ma prima si arrampica sul ‘Tibet’ dell’Umbria a Castelluccio dove strizza la lingua con la farecchiata di piselli selvatici. E’ uno slinguazzare di dita questa minestra di lenticchie di Castelluccio con le salcicce norcine, che si presenta, in una pentolaccia, alle pendici del ‘Vettore’. E via verso il laghetto di Lochness, appena più in là, ad avvinghiare le trote di Sellano e il salmeggino in porchetta. Precipitosa fuga a valle, improvvisamente frenati dal passo lento delle lumache di Trevi, quel ribollire di callo e grasso alla brace manda chef Rubio dritto sulla Luna. Per ripiombare giù per un panino con il sesto: orecchia, muso e zampetto del maiale, cotto sotto la scolatura della porchetta. E che te lo dico a fare. A passo furtivo poi con le braciole per la ‘porcona’ di Foligno. E il gran finale di sfida: piccione in arrosto morto, alla folignate. Si dovrà attraversare la nebbiolina di Norcia, i fumi e i chiaroscuri di una cantina, le muffe d’altura, per stringere tra le mandibole il norcino di Campi di Norcia, e fare scendere grumi di corallina e lardello nella profonda gola dello chef. Saranno nozze con il salame Reale. Tanto vale perderla la sfida.

ciao vorei sapere il numero di tel della macelleria dove aver rubio a girato la puntata della porchetta in umbria perché vorei ordinare la porchetta grazie