di L.P.
E’ di uno chef umbro la carbonara più incredibile al mondo. A cucinarla sull’Everest, a una quota di circa 5 mila metri, l’orvietano Cristiano Sabatini. A riportare la notizia è l’Ansa che racconta la storia di questo ‘pigro avventuriero’ che per sua stessa ammissione si definisce un ‘Bike chef’.
Renna al posto del guanciale Il 48enne Cristiano Sabatini è un vero e proprio cuoco giramondo che in sella alla sua bicicletta si è ormai specializzato nella preparazione di pietanze in tutti gli angoli del mondo. La carbonara cucinata in cima all’Everest l’ha replicata in Lapponia, in mezzo al circolo polare artico, usando carne di renna al posto del guanciale. E poi tante altre specialità preparate nelle condizioni più disparate: dalla Nuova Zelanda, ai monti dell’Atlante in Marocco, dall’India al Nepal.
Alla tavola di Verdone e De Niro Ma la storia di Cristiano Sabatini è anche una storia di coraggio. Dopo aver gestito un ristorante nella zona di Viterbo, apre una salumeria esotica che però si rivela un fallimento. Lo chef non demorde e nel 2001 decide di dedicarsi al catering a domicilio. Delizia il palato di alcuni vip del cinema tra cui Carlo Verdone, Gigi Proietti, Paolo Sorrentino, il regista Giovanni Veronesi e addirittura Robert De Niro. Uno spirito libero e avventuriero: «Gestire un ristorante – racconta all’Ansa – significava per me non avere una vita sociale e non mi permetteva di vivere la mia passione per i viaggi estremi che sono anche fonte di grande ispirazione culinaria».
Agnello in Palestina, alpaca in Perù Sì perchè grazie alle sue più grandi passioni, i viaggi e la cucina, lo chef orvietano comincia a sperimentare la contaminazione tra ingredienti, abbinando le materie prime dell’Umbria con quelle dei posti in cui viaggia. Ed ecco che in Nuova Zelanda nascono gli spaghetti con le cozze giganti. Il suo sogno è un viaggio al confine tra Israele e Palestina, «per mettere a tavola i due popoli da sempre rivali e fargli assaggiare un agnello brodettato alla romana». Ma il prossimo viaggio lo farà ad aprile in Perù nella città più alta del mondo, La Rinconada, a quota 5.200 metri. E in tavola? «Una carbonara con l’alpaca non me la toglie nessuno». Parola di chef.
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