«Servizi sociosanitari di qualità. Immediato ritorno a Norcia della Casa di riposo Lombrici-Renzi. E una rete più solida di servizi alla persona per contrastare lo spopolamento». Questo il messaggio che arriva dai 200 manifestanti che hanno risposto alla chiamata della Cgil e dello Spi (la sigla dei pensionati) confluiti venerdì mattina, a due anni esatti dal sisma di Amatrice, davanti all’ospedale di Norcia lesionato dal sisma e su cui sono attesi 4 milioni di lavori, ancora da progettare.

Cgil presidio davanti all’ospedale di Norcia In particolare Mario Bravi e Filippo Ciavaglia hanno parlato «dell’esigenza della costruzione di un progetto che parta dai bisogni e dai diritti dei cittadini. Non uno dei tanti convegni, pur utili ed importanti, ma la forza e la spinta di un progetto che parte dal basso: un progetto che, deve essere basato sul coinvolgimento e sulla partecipazione democratica». Quindi al primo punto la «garanzia di servizi sociosanitari di qualità a partire dall’ospedale di Norcia e dai servizi distrettuali. In questo senso – sono andati avanti – l’impegno sottolineato dall’assessore regionale alla sanità Luca Barberini di un investimento di 4 milioni di euro deve essere concretizzato e calendarizzato in tempi brevi e non storici».

«Ritorni qui la Casa di riposo sfollata a Foligno» Occhi puntati anche sulla Casa di riposo Lombrici-Renzi «da due anni trasferita a Foligno, ossia a 65 km da Norcia, con disagi sono notevoli per gli ospiti e per i dipendenti della struttura: ora è tempo che in Valnerina ritorni ad esserci una struttura per anziani». Infine lo spopolamento delle zone montane sconquassate dai terremoti, nel caso della Valnerina soprattutto quelli del 26 e 30 ottobre 2016, che secondo la Cgil «si contrasta con la ricostruzione, su cui si registrano ritardi enormi, ma anche realizzando una fondamentale rete di servizi alla persona. Non è un caso – hanno evidenziato Bravi e Ciavaglia – che la Valnerina è una delle tre zone interne dell’Umbria soggette a fenomeni strutturali di spopolamento.Lo spopolamento però si può e si deve contrastare incentivando e migliorando i servizi, non facendo esattamente il contrario: per questo chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto con tutte le forze sociali e sindacali per un progetto che costruisca le basi della rinascita economica e sociale della Valnerina».

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