La centrale Enel di Bastardo (Giano dell'Umbria)

Chiudere la centrale elettrica di Bastardo e ridimensionare l’organico di ‘Pietrafitta’ senza passare dal tavolo regionale con i sindacati: questi sono gli scenari che prefigurano le organizzazioni sindacali. Attraverso una nota esprimono quindi disappunto verso la Regione per «aver disatteso gli impegni presi il 9 febbraio u.s. alla riunione con il vicepresidente della Regione dell’Umbria Fabio Paparelli, che alla presenza di Enel, delle organizzazioni confederali e di categoria dell’Umbria e dei sindaci dei territori interessati prendeva l’impegno di aprire con Enel un confronto per discutere essenzialmente di piani e progetti di sviluppo per i siti umbri di generazione, prima di parlare di qualsiasi ipotesi di dismissione e ridimensionamento.

La nota I sindacati Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil sottolineano che «a garanzia di tale impegno la Regione riguardo il sito della Centrale di Bastardo, proponeva inoltre l’istituzione di una apposita commissione tecnica composta da Regione, Enel, Comune di Giano dell’Umbria, Comune di Gualdo Cattaneo e da un tecnico di Sviluppumbria.
Ad oggi  -scrivono – stiamo ancora aspettando la nascita di questa commissione». I sindacati sostengono che si è trattato «solo di ‘meri proclami e false intenzioni’ – aggiungono i sindacati – in quanto nel frattempo Enel in data 8 aprile 2016 ha presentato un documento nel quale conferma la chiusura definitiva dell’impianto di Bastardo entro la data del 31/12/2016, anticipando i tempi rispetto alle autorizzazioni dell’Aia, ed un forte ridimensionamento dell’organico della centrale di Pietrafitta al punto tale da compromettere la messa in esercizio della stessa».

La denuncia Le accuse dei sindacati alle istituzioni fanno riferimento anche al fatto che «la Regione – riportano ancora nella nota – ha completamente ignorato la nostra richiesta urgentissima di incontro del 28 aprile u.s., con la quale le Organizzazioni Sindacali Regionali portavano a conoscenza dell’Istituzione di quanto Enel stava da lì a breve decidendo per questi Impianti con le conseguenze negative immaginabili, per i lavoratori e per il territorio». Quindi: «Sorge spontanea una domanda – aggiungono -. Regione e comuni interessati, concordano di fatto con il piano di dismissione di Enel oppure no?». I sindacati «condannano fermamente qualsiasi azione da parte di Enel (tra cui la futura e imminente lettera di dismissione al ministero dell’Industria, o sospensione della produzione e trasferimento del personale) e da parte dei vari soggetti istituzionali, sia regionali che locali, che di fatto hanno disatteso tutti gli impegni presi fino ad oggi». Si dicono quindi: «Contrari a parlare di totali chiusure o vendite, ma nel contempo sono assolutamente disponibili a discutere di progetti innovativi che mirino anche ad un futuro basato sulla Green Economy, con una forte partecipazione di Enel e l’eventuale coinvolgimento di imprenditoria locale».

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