Dal noce più vecchio d’Europa al cipresso piantato da San Francesco (che hanno una comune familiarità con l’Umbria), fino ad arrivare al Fico più grande del continente. Sarà inaugurato martedì, in occasione della Giornata internazionale della biodiversità, il ‘Frutteto della biodiversità’ che Fondazione Fico e Arpae hanno realizzato piantando i gemelli dei patriarchi da frutto e forestali più significativi d’Italia. L’evento si terrà alle 13.00 alla Fondazione Fico di Bologna, Spazio 118 del Parco agroalimentare Eataly world.
Il noce più anziano d’Europa Fra le 15 piante scelte tra le varie regioni d’Italia e messe a dimora a Fico ve ne sono alcune da primato nazionale, come il mandorlo più grande d’Italia che si trova a San Giovanni Rotondo in Puglia, con i suoi 4,6 metri di circonferenza misurati a 1,3 metri da terra e l’età stimata di circa 300 anni. E il pero più grande d’Italia che si trova a San Severino Lucano in Basilicata, con circonferenza di oltre 4 metri e 3 secoli di vita. Ma soprattutto c’è il noce più anziano d’Europa e più grande d’Italia: vive a Poggiodomo in Umbria ed è caratterizzato dalla straordinaria circonferenza di oltre 5 metri che ancora fruttifica. Non poteva mancare il fico della Badia di Cavana nel parmense, anziano oltre 800 anni, con una chioma che raggiunge la superficie di circa 300 metri quadrati ed è senz’altro la più vasta del continente. Sempre in Emilia Romagna troviamo il Cipresso di San Francesco, a quota oltre 800 anni: è dimorato nel Convento dei Frati minori di Villa Verucchio a Rimini e si narra sia stato piantato proprio da San Francesco, cui deve il nome.
