Il Codacons, cavalcando l’onda mediatica dopo la tragedia di Genova, punta il dito sullo stato delle infrastrutture in Italia e, e con riferimento alla Regione Umbria, indica i due cavalcavia sulla E45 a Ponte San Giovanni e Collestrada come a rischio. Pertanto chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia/viadotti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle strutture. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’impatto sul traffico.
Diffida al prefetto In questo senso il Codacons ha deciso di diffidare il prefetto di Perugia in quanto “responsabile diretto della sicurezza pubblica”, per chiedergli di disporre «un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio». Un provvedimento che, secondo il Codacons, avrebbe «disagi minimi per l’economia e il commercio vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi». Intanto l’associazione ha chiesto al ministro dei Trasporti di poter partecipare alle indagini della commissione nominata per la verifica dell’evento tragico e ha designato come propri esperti la geologa Anna Improta e l’ingegner Nello Nazaria.
Il viadotto «Genna» Sui problemi di un viadotto, il «Genna» lungo il raccordo Perugia-Bettolle, interviene il consigliere regionale di Fdi Marco Squarta. Sul viadotto sono in corso dei lavori che riguardano il manto stradale, problemi che erano spuntati subito dopo il rifacimento delle barriere laterali a causa di opere fatte non a regola d’arte: «I lavori per l’ammodernamento del Perugia-Bettolle si protraggono ormai da tre anni. È arrivato il momento – dice Squarta che ha presentato sul tema un’interrogazione – che Anas ci dica chiaramente quanto dureranno questi lavori a intermittenza, per quanto tempo ancora i cittadini dovranno subire i pesanti disagi al traffico e quanto costano questi interventi».
