di Massimo Colonna
La mensa della scuola di Valenza resterà aperta. Questa l’indiscrezione che trapela dai piani del Comune per la riorganizzazione dei servizi educativi. Non c’è ancora l’ufficialità ma nelle ultime ore i genitori dei bambini di quell’istituto sarebbero stati avvertiti della novità: la mensa in quella scuola non chiuderà più. Intanto la Uil prosegue nella sua protesta contro il piano di riorganizzazione del Comune. Il sindacato lancia una petizione e l’ipotesi di una class action pubblica nei confronti dell’amministrazione mentre il primo settembre i genitori torneranno in assemblea per fare il punto.
Indiscrezioni Al momento la non chiusura della mensa di Valenza è soltanto una indiscrezione. Alcuni genitori della scuola infatti avrebbero ricevuto rassicurazioni sul fatto che in quell’istituto i cibi continueranno ad essere preparati in loco. Su questo punto l’assessore alla Scuola Carla Riccardi, appena rientrata dalle ferie, aveva lasciato aperto un piccolo spiraglio sulla possibilità di una revisione del piano di riorganizzazione. Spiraglio che a questo punto potrebbe aprirsi con la soluzione alternativa trovata per la scuola di Valenza.
Uil all’attacco Intanto la Uil continua la sua opera di contrasto al piano di riorganizzazione. Il sindacato ha lanciato una petizione popolare, sta verificando la possibilità di presentare una proposta popolare di delibera che il sindaco sarebbe poi obbligato a porre in votazione al consiglio comunale, studia la possibilità di una class action per ottenere dal Comune il rispetto della Carta dei servizi e aggiorna l’assemblea dei genitori al prossimo primo settembre.
Al mercato «Mercoledì mattina al mercatino – si legge in una nota del sindacato – ha preso il via una petizione popolare che trova adesioni soprattutto tra genitori e nonni timorosi che la scelta del Comune si estenda a tutte le scuole. Gli obiettivi della mobilitazione sono il mantenimento del ‘cotto e mangiato’, con i pasti preparati in loco e non trasportati dall’esterno già cotti e il mantenimento di piatti di ceramica. Inoltre si chiede la costituzione di una commissione, con la presenza dei genitori, per una seria verifica che individui, fermo restando il mantenimento della qualità del servizio, interventi da effettuare per risparmiare e razionalizzare il servizio”.
Assicurazione Intanto con una delibera il Comune ha introdotto l’assicurazione obbligatoria per gli alunni dei nidi e dell’infanzia. «Si tratta di un provvedimento necessario – dichiara l’assessore Riccardi in una nota – ed è una garanzia per tutti, un elemento di ulteriore sicurezza. Una forma di tutela richiesta in più occasioni, ultima quella dell’audizione in seconda commissione, dagli insegnanti, dalle rappresentanze sindacali, dal personale e da alcuni genitori. La mancanza di questa forma di tutela ha portato in passato a situazioni spiacevoli, anche dal punto di vista didattico, come l’impossibilità di uscire dagli edifici scolastici per effettuare lezioni e attività formativa all’aperto o in edifici diversi da quello scolastico. Il costo a famiglia è davvero contenuto, circa cinque euro a bambino per tutto l’anno. Sono previste esenzioni per le famiglie particolarmente disagiate. Mi auguro che presto – conclude la Riccardi – si accantonino le polemiche strumentali e che tutti concorrano e lavorino per la crescita dei nostri bambini».
Twitter @tulhaidetto
