Sul caso dei bambini della scuola materna «Alfabetagamma» di Ponte D’Oddi ai quali è stato impedito di andare al cinema per vedere il cartone animato «Kung fu panda 3» perché propaganderebbe le «teorie gender», interviene il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, a Perugia per un convegno. «Il tema ‘gender’ così come è stato discusso nel nostro paese – ha detto ai giornalisti che gli hanno chiesto un commento sul caso -, è una truffa culturale. Non esiste un tema gender nella scuola e nel dibattito educativo. «Esiste – ha aggiunto il ministro, per anni rettore dell’Università per stranieri del capoluogo umbro – una sensibilità alle pari opportunità e alla lotta alle discriminazioni che noi stiamo, credo con convinzione e come dovere culturale, cercando di portare avanti».
Il Garante Sul caso si fa sentire anche il Garante per l’infanzia dell’Umbria Maria Pia Serlupini, intervistata dal sito GayPost.it. «C’è – ha detto rispondendo alle domande – un clima da caccia alle streghe, siamo davanti ad una strategia dell’odio e dell’intolleranza. Non è giusto che un numero così sparuto di genitori decida per tutti gli altri. Si sta cavalcando una storia senza senso. In questo caso non parliamo nemmeno di una coppia omosessuale. Si tratta di un genitore putativo e di uno biologico che si incontrano e vivono questa paternità diversa. Non capirei le ragioni di questa opposizione neanche se si fosse trattato di una coppia gay, ma la capisco ancora meno data la trama del cartone animato». Secondo Serlupini dovrebbero prendere «una posizione chiara» sia il ministero dell’Istruzione che l’Ufficio regionale scolastico, non solo sul caso specifico bensì «sulla scuola pubblica in generale». «Il rischio – dice – è che ci ritroviamo alla mercè oggi di chi agita questa fantomatica teoria gender, ma domani potrebbe succedere con qualche teoria razzista. Interpellerò l’Ufficio regionale scolastico».
Tentata mediazione Secondo quanto spiegato dal dirigente scolastico, la gita è stata annullata perché per le attività extra-scolastiche, com’è appunto una gita al cinema per vedere il film, devono essere approvate da tutta la classe. Le maestre hanno anche tentato una mediazione, proponendo cioè di portare i bambini a vedere un altro film, ma a quel punto è scattato il muro contro muro che ha portato all’annullamento dell’uscita e alle polemiche che ne sono scaturite.

Il Garante dell’Infanzia dichiara che “C’è un clima da caccia alle
streghe, siamo davanti ad una strategia dell’odio e dell’intolleranza”. Abbassando i toni e ignorando le posizioni ortodosse ultra-cattoliche, limitandoci quindi ad analizzare scientificamente la situazione, sarebbe interessante sapere che posizione ha preso il Garante nei confronti della “Step Child adoption” in termini di potenziali rischi psicologici e affettivi del bambino a cui viene sottratto il diritto di vivere con la madre biologica nei suoi primi 18 anni di vita.
la risposta non le piacerebbe e forse, ma solo se c’è un barlume di decenza in lei, la farebbe sentire un ignorante imbevuto di preconcetti.
E il garante non dice nulla sui bambini strappati alle madri da coppie gay, come quello ACQUISTATO da Vendola e compagno?
Ci sono poi quelli che vengono strappati alle madri per cibarsene o ceduti in tributo agli alieni