Don Matteo al giro della Rocca (foto di N. Di Cicco Pucci)

di Daniele Bovi

Dal prosciutto di Norcia al Sagrantino, dal bianco di Orvieto alle lenticchie di Castelluccio, dallo spezzatino di chianina fino alla fagiolina del Trasimeno, alla torta al testo rigorosamente con prosciutto e al pecorino di Norcia, il tutto immerso nel contesto delle bellezze umbre. Sarà questo il ‘menù’ che finirà sulla tavola di Don Matteo e dei carabinieri protagonisti della celeberrima serie tv, arrivata alla nona edizione e amatissima dal pubblico. Menù del quale si è parlato martedì a palazzo Donini, dove l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini e Fabrizio Bracco hanno ribadito che la cifra svelata nei giorni scorsi scorsi da Umbria24, 679 mila euro, sono ben investiti. Con essi, come noto, sono state acquistate 13 ‘pillole promozionali’ da due minuti ognuna che andranno in onda prima di ogni puntata del prete-detective. Due i contratti sottoscritti: il primo con la Rai, al quale la Regione verserà 158 mila euro relativi al costo per la messa in onda. Il secondo con Lux Vide, ovvero con i produttori della serie, per un importo di 520 mila euro che rappresenta il costo di produzione, compresi i compensi degli attori della serie.

I COSTI E LA POLEMICA

Gli accordi Nelle 13 ‘pillole’ gli attori magnificheranno le bellezze di Spoleto, Orvieto e il suo duomo, Città di Castello (si parlerà di tartufi), pista ciclabile Spoleto-Assisi, Todi, Terni (San Valentino), la pesca sul lago Trasimeno, la cascata delle Marmore, Gubbio, Perugia, Narni, Foligno e Norcia. Sette i filmati già girati, mentre in queste settimane si produrranno i restanti. Trentaquattro poi le scene ambientate nella regione e 12 quelle in cui si promuoveranno i prodotti enogastronomici sopra citati. Le ‘pillole’, secondo i contratti, saranno incluse anche nelle repliche degli anni a venire e, assicura la Regione, saranno trasmessi anche all’estero dove le avventure del prete vengono trasmesse. Del totale investito 520 mila euro arrivano dai fondi Ue, e in particolare dal Programma di sviluppo rurale 2007-2013, mentre i restanti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione.

Operazione intelligente Cecchini e Bracco hanno sostenuto l’assoluta economicità dell’operazione, visti i costi di due minuti in prime time prima di una trasmissione così seguita, e più in generale la bontà di quella che hanno chiamato una «sperimentazione di una nuova forma di promozione dell’Umbria e del suo “brand”». Dal campo poi i due assessori hanno cercato di togliere due sospetti, il primo dei quali riguarda l’uso di risorse «che non potevano – hanno detto – essere spesi per altre attività culturali perché sono fondi europei»; il secondo, vista anche la presenza in sala di molti giornalisti eugubini e pure dell’ex sindaco Orfeo Goracci, di aver anche involontariamente favorito il ‘trasloco’ dalla città dei Ceri a quella del Festival dei due mondi, o di aver voluto sostenere la seconda a scapito della prima. Tutto, assicurano, è nato per caso e la possibilità della promozione è arrivata dopo che la decisione era stata presa. Nel corso della conferenza stampa, a nome del commissari, è intervenuto il capo ufficio stampa del Comune: «Le lotte di campanile – ha detto Anna Boninsegni – non servono a nessuno. L’amministrazione comunale è felice e orgogliosa del fatto che Don Matteo continui a promuovere l’Umbria».

Cecchini orgogliosa L’operazione promozionale viene definita «un’iniziativa lodevole, intelligente, di grandissima efficacia» che ha lo scopo «di promuovere tutta l’Umbria nel suo insieme» senza favorire questo o quel territorio. «Io – ha detto Cecchini – quando l’altra sera ho visto in tv Spoleto mi sono sentita orgogliosa. E di solito mi giustifico solo quando sbaglio». Da Gubbio poi martedì è arrivata la proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Terence Hill: «Da più parti della società civile – dice il Comune in una nota -, in forma singola e associata, sono arrivate in questi mesi sul tavolo del Commissario straordinario Maria Luisa D’Alessandro le richieste e le sollecitazioni».

Cittadinanza onoraria Il commissario sta lavorando all’idea e, assicura il Comune, Terence Hill si è dichiarato onorato ed entusiasta dell’idea. «Ci sembra un’ottima occasione – spiega il commissario – per rinsaldare e confermare i vincoli di stima, affetto e riconoscenza che legano la città di Gubbio al popolare attore, non solo per essere il protagonista della fortunatissima fiction, che dal 1998 al 2011, per ben 13 anni la città ha ospitato per le riprese, ma anche e soprattutto per l’impegno personale dell’attore, per vari scopi umanitari e a sostengo di campagne promozionali in difesa dell’ambiente. Gli eugubini considerano Terence Hill uno di famiglia». Un invito ad abbassare i toni arriva invece dal consigliere regionale Giancarlo Cintioli, spoletino: «Non si possono imputare alla Regione Umbria o al Comune di Spoleto scorrettezze o sgarbi istituzionale nei confronti dell’Eugubino».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

2 replies on “Caso Don Matteo, Cecchini e Bracco: «679 mila euro? Operazione efficace. Basta con le polemiche»”

  1. Mi domando a cosa servono gli uffici di promozione pubblici? Allora basterebbe chiuderli e coi soldi risparmiati finanziarie spot televisivi. Magari con 679 euro si potevano potenziare le strutture ricettive e migliorare le condizioni delle strada, tenere più pulite le città, quale miglior spot di un turista che magnifica l’Umbria per queste cose e non un telefilm. Magari poi viene in Umbria e sconsiglia di venire qui perchè si è trovato male. Mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse dove sbaglio

  2. Mi piacerebbe sapere il compito degli uffici di pormozione turistica.
    Credo che sarebbe stato + utile impiegare questi soldi nel creare infrastrutture in grado di attirare i turisti per l’accoglienza della nostra regione. In particolare rendere le strade più agevolei le nostre città più pulite. Far si che l’umbria non diventi lo spot televisivo di Don Matteo, ma bens+ una regione dove un turista che passa le sue vacanze qui voglia tornare ed inviti altri a tornare per bellezze artistiche e per la ospitalità trovata.

Comments are closed.