di Wladimiro Boccali*
Nonostante il tema non può essere affrontato con superficialità, mi sia consentita una battuta: non avevo dubbi sul fatto che la linea politica della maggioranza/minoranza fosse orientata dal motto «tutta colpa di Boccali» ma, per fortuna, la verità è, sempre, rivoluzionaria! Fuor d’ironia le parole dell’assessore Calabrese sono gravi e da condannare. Mi auguro che anche i vertici dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine rispondano a queste gravi insinuazioni prive di fondamento, per tutelare la dignità dello Stato e dell’intera comunità. Si tira in ballo infatti anche il loro lavoro di anni di onesto impegno al servizio della legalità. Mi stupisco che una persona che reputavo intelligente e pacata come l’avvocato Calabrese abbia perso la testa, ma del resto, l’esercizio del governo non è per tutti. È il segno, a mio avviso, se ce ne fosse ancora bisogno, dell’incapacità di lettura della società e della inadeguatezza a trovare risposte a problemi complessi che la contemporaneità ci pone di fronte. È più facile, come è stato fatto per anni, purtroppo anche a sinistra, cercare l’uomo nero, il capro espiatorio, il responsabile su cui scaricare le proprie incapacità e frustrazione. Per anni è toccato a me ricoprire questo ruolo. Ora che ho deciso di non impegnarmi nella vita pubblica e per il bene comune, vedo un disorientamento di chi è stato chiamato da una minoranza di perugini a dare risposte complesse a problemi complessi. È sempre colpa di qualcun’altro! In questi mesi mi sono imposto un silenzio rispettoso verso chi è stato chiamato a governare Perugia e verso chi deve fare opposizione costruttiva, ma quando sento affermazioni gravi come quelle di Calabrese (condivise dal sindaco?) non posso tacere. Prima di tutto per rispetto a me stesso. Gravi perché false, e perché segno di una totale inadeguatezza a ricoprire ruoli di governo della cosa pubblica con “consiglieri del principe” ancora più pericolosi. Gravi perché gettano un’ombra su una storia politica amministrativa, che pur con i suoi errori che non ho mai nascosto, può andare a testa alta quando si parla di legalità e trasparenza. Nessuno si può permettere, da qualunque parte si trovi, di tentare di coprire le proprie incapacità con accuse o illazioni prive di fondamento. Se ha prove le porti, altrimenti si scusi pubblicamente e valuti di lasciare il suo scranno. Mi auguro che la società perugina sana e democratica si ribelli. Istituzioni, a partire dai rappresentanti del Governo e del Parlamento, forze politiche e sociali, si facciano sentire per difendere la loro dignità e la dignità del popolo perugino. Per quanto mi riguarda valuterò anche in sede giudiziaria le iniziative da intraprendere per tutelare la mia persona e di quelli che in questi anni hanno lavorato per Perugia e per i perugini con onestà e spirito di servizio.
*ex sindaco di Perugia

Bravo Wladimiro. Adesso c’è solo da sperare che la gente cominci a farsi delle domande su chi ha riposto la sua fiducia dandogli il voto. E adesso dovrebbe essere mandatorio che i rappresentanti locali delle forze dell’ordine e della magistratura rispondano a questo “signore”, perché ne va del giudizio sul loro operato.