Un Isee con un tetto massimo di 12 mila euro, indicatore per la prima volta inserito al posto del reddito. Sono queste alcuni dei punti salienti al centro del nuovo regolamento per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale, presentato giovedì dall’assessore regionale Stefano Vinti: «Il nuovo regolamento – ha detto nel corso di una conferenza stampa -, atteso ormai da anni da circa 10 mila famiglie umbre, è un ulteriore segno dell’impegno costante della Regione Umbria per le politiche della casa e dell’abitare». Le nuove norme intervengono in numerosi ambiti, fissando quelli che devono essere i criteri per l’assegnazione: importanza è data alla presenza di minori, handicappati e anziani, nonché alle coppie di nuova costituzione, sfratti ed ordinanze di sgombero, lo stato dell’immobile occupato (mediocre o scadente), il sovraffollamento e così via. Il testo è il frutto di un lungo lavoro con i comuni, che avranno a disposizione la possibilità di inserire altri quattro criteri oltre quelli già fissati a livello regionale, così da adeguare il bando alle esigenze del proprio territorio.

Bandi entro aprile E proprio parlando di bandi Vinti confida che quelli nuovi possano essere pubblicati entro aprile. Il testo disciplina poi gli aspetti che riguardano la composizione del nucleo familiare (coniugi separati, coniuge residente all’estero e così via), e viene stabilito il termine entro il quale deve essere costituito un nuovo nucleo familiare, nell’ipotesi in cui il richiedente abbia manifestato questa volontà nella domanda. Ovviamente chi vuol ottenere una casa popolare non dovrà possederne una «idonea» e, pertanto, nel documento vengono messi nero su bianco i parametri di per considerare un alloggio idoneo. Scopo del regolamento è quello di «Snellire le procedure – ha detto l’assessore – e nello stesso tempo garantire al massimo diritti e doveri di coloro che aspirano all’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Poche risorse Un comparto che soffre della carenza di risorse stanziate a livello nazionale, tanto che le Regioni si trovano nella condizione di non poter investire quanto necessario per soddisfare la domanda di alloggi. Sul punto Vinti ha rimarcato che «l’Umbria è capofila nella richiesta di un nuovo Piano nazionale per la casa che consenta, attraverso il recupero del patrimonio immobiliare già esistente, di soddisfare le esigenze di un numero ormai impressionante di famiglie che, stante la crisi economica, non riescono a trovare una soluzione abitativa». L’assessore ha poi definito «costruttivo ed aperto» il confronto con i Comuni: «La collaborazione instaurata – ha detto – ha consentito di pervenire ad un testo condiviso e di evitare, così, eventuali incongruenze ed incompatibilità con i regolamenti che i Comuni dovranno a loro volta approvare».