Da un paio di giorni a Cascia sono iniziati i lavori di smontaggio e rimozione di alcune casette realizzate per dare un tetto ai terremotati rimasti senza casa a causa dei terremoti dell’ottobre 2016. In particolare, l’intervento sta riguardando Cerasola, ma a breve si procederà analogamente anche a Manigi, Colforcella e Santa Trinità, tutte piccole località di Cascia. Si tratta di una manciata di soluzioni abitative d’emergenza (sae) che, dopo aver ospitate le famiglie, «saranno riutilizzate per altri scopi», ha detto il sindaco Mario De Carolis, rivendicando che Cascia è il primo comune del cratere a centrare il risultato di rimozione delle casette, che inevitabilmente fa il paio con la riconsegna delle abitazioni dei terremotati a cui erano state assegnate le sae.
In una nota il Comune spiega che «le pratiche di ricostruzione avviate hanno raggiunto l’83 per cento», livello che, secondo l’amministrazione, «distingue Cascia per capacità di gestione e volontà di garantire una rapida ripartenza». Lo smontaggio e la rimozione della sae, per De Carolis è anche «un segnale di ritorno alla normalità per la comunità».



