di Maurizio Troccoli

E’ un giorno di consuete visite pastorali, quando il cardinale, mentre sta per rincasare, viene avvicinato da alcuni ‘senza dimora’.

L’episodio E’ accaduto qualche sera fa, durante l’emergenza freddo. Chi frequenta il centro storico a Perugia, avrà avuto modo di osservare che il cardinale è quasi sempre alla guida della sua auto. Probabilmente, anche quella sera, sarà passato davanti alle ‘Logge di Braccio’, dove solitamente trovano riparo alcuni ‘senzatetto’ della città.

I senzatetto Per chi non lo sapesse, tra Perugia e dintorni, sono stati censiti, circa una 40ina di senza dimora, che vengono assistiti sia da alcune strutture pubbliche che associazioni di volontariato. Alcuni di questi, hanno pensato bene di fermare il cardinale Bassetti per chiedergli ospitalità. Non se l’è fatto dire due volte. Il cardinale ha aperto la sala San Francesco del vescovado e ha ospitato questi «fratelli».

L’assistenza Il giorno dopo si è messa in moto la macchina organizzativa. Tenuto conto di una temporanea sospensione di alcune strutture pubbliche di accoglienza, si è fatta avanti l’associazione ‘Beata Colomba da Rieti’ che ha accolto, temporaneamente, i senza tetto. La decisione è stata partorita dopo un confronto tra varie associazioni di volontariato che provvedono all’assistenza, il cardinale e il Comune di Perugia. Sono stati quindi accolti, nell’antico oratorio di corso Bersaglieri, la chiesa di San Giovannino. Qui, per un limitato periodo di tempo, sono state allestite le brandine e la Caritas ha provveduto a somministrare un pasto caldo. I diversi membri delle associazioni hanno fatto il turno di notte per assistere questi concittadini, mentre Chiesa e Comune si sono impegnati per individuare presto un luogo più idoneo per l’accoglienza, particolarmente d’inverno.

Il cardinale «Non voglio trovarmi nelle condizioni in cui si trovò a Perugia, più di un secolo e mezzo fa, il cardinale Gioacchino Pecci (il futuro papa Leone XIII, n.d.r.) con un anziano che lo trovarono in piazza morto di freddo, come un uccellino. Il mio predecessore disse ‘basta!’ e fece sorgere la realtà diocesana di ‘Fontenuovo’ (oggi residenza protetta per anziani, n.d.r.)». L’ha detto il cardinale all’incontro con cinquanta membri delle differenti associazioni e organismi di volontariato. «Come Chiesa e come società civile non possiamo non fare nulla per affrontare questa emergenza. Quando ci troviamo dinanzi a persone che dormono per strada con temperature ben al disotto lo zero termico, noi credenti, ma anche i non credenti, dobbiamo applicare la parabola del “’buon samaritano. Quando si tratta di soccorrere il fratello che sta soffrendo, non possiamo non provare quel senso di umanità di appartenenza alla comunità che ci spinge a dire: ‘Faccio quello che è necessario per alleviare la sofferenza del prossimo’. Tutti siamo chiamati a rimboccarci le maniche, rinunciando anche a qualcosa, per salvare il più possibile delle vite umane. E’ il Signore che ci dona la possibilità di poter fare del bene mettendoci davanti queste situazioni».

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