di Maurizio Troccoli
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Ha aperto al mondo omosessuale, il cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti, in una intervista esclusiva a Umbria24, dichiarando ogni «discriminazione» lontana dalla Chiesa. Pur sottolineando che, per la Chiesa, la dimensione del «peccato» appartiene alla persona in quanto tale, che sia etero o omosessuale. Messaggio che fuoriesce dalla Chiesa in Sinodo, a riflettere sulla famiglia e sui temi del rapporto con il mondo gay, prepotentemente entrato nei lavori sinodali, con l’outing, in tv, di monsignor Charamsa.

Arcigay Nel dialogo tra questi due mondi, i tempi sono lenti e, non sempre progressivi: «Valutiamo positivamente anche il solo fatto che se ne parli», ha detto a Umbria24, Patrizia Stefani co-presidente di Arcigay Perugia. «Ho letto le dichiarazioni del cardinale – ha aggiunto – e va riconosciuto che rappresentano un importante segno di apertura. Soprattutto per quegli omosessuali credenti, che sono tanti».

La risposta Patrizia Stefani, di recente sotto i riflettori della cronaca per le minacce che l’hanno raggiunta non si sottrae ad una analisi più approfondita del significato del messaggio di Bassetti: «Io sono anticlericale, ma non posso non apprezzare la pacatezza dei toni che ha utilizzato Bassetti. Il suo è un segnale di apertura confortante. Di certo lontano da quanto si sente di solito, o dalle dichiarazioni orribili nei confronti degli omosessuali, come quelle che abbiamo sentito da uomini di Chiesa come Bagnasco». Arcigay, con la sua presidente puntualizza anche che «certo mi sarebbe piaciuto che almeno questa volta una certa Chiesa prendesse le distanze da certi messaggi e facesse un vero atto di accusa contro certe evidenti discriminazioni. Non lo fa la chiesa e, a dire il vero, non lo fanno neppure i politici. Particolarmente verso le dichiarazioni di certe sette, ecco mi sarebbe piaciuto sentire almeno una volta: ‘State zitti’, anche a costo di rivendicare, la Chiesa, il diritto di non condividere quanto rivendicato dai gay».

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