Carcere

Mercoledì al provveditorato regionale del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si parlerà delle carceri umbre e del personale che ci lavora. Ma Fabrizio Bonino del Sappe, Edoardo Cardinali della Cgil Fp e David Cesari della Ugl, a quell’incontro non ci andranno e sono intenzionati a dare battaglia

L’accusa I tre sindacati ritengono «assolutamente vergognoso che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, tramite il provveditorato regionale, dopo aver clamorosamente sbagliato per difetto la definizione delle piante organiche in Umbria, fissando il numero totale di unità in 1.002, provi ora a ridurre gli organici di alcuni istituti, a beneficio di altri. Questa è guerra tra poveri e per ben sei volte, unitariamente, tutte le organizzazioni sindacali del comparto hanno dichiarato il proprio dissenso e si sono ben guardate dall’apporre la firma su qualsiasi tipo di accordo che non integri quel numero».

La frattura Ma il fronte mostra qualche crepa, perché, «alcune sigle – dicono Sappe, Cgil Fp e Ugl – hanno deciso di partecipare all’incontro fissato per mercoledì dal provveditore regionale. Non ci sembra assolutamente il modo di fare sindacato questo e ci aspettavamo che combattessero fino alla fine la battaglia che noi abbiamo combattuto e che continueremo a combattere presso il dipartimento centrale, decidendo di non ricevere la carità di nessuno e di non assecondare scelte folli di decurtare personale da una sede per spostarlo in un’altra».

L’organico Nel 2013, l’ufficio centrale del personale di Roma ha individuato in 1.002 unità tale organico per la Regione Umbria, «non tenendo in alcun conto – spiegano i tre sindacati – che Perugia Capanne non aveva mai avuto una pianta organica per il nuovo istituto e andava ancora avanti con quella del 2001; che si sarebbe dovuto aprire un nuovo padiglione a Terni (con 300 detenuti in più) e che avrebbe dovuto aprire una nuova sezione a Spoleto (con 100 detenuti in più)».

Gli spostamenti Le proteste del personale carcerario si manifestarono subito e «oggi il ministero si è accorto di aver sbagliato e con una scorrettissima manovra, convince il provveditore regionale a riconvocare per la settima volta i sindacati per convincerli ad accettare uno spostamento di organico da Spoleto a Perugia, mantenendo il saldo totale a 1.002 unità. Questo non è accettabile e non lo accettiamo, anche perché avevamo chiesto un incontro al ministero e non ci è stato accordato dall’attuale vice capo del Dap».

La diffida Sappe, Cgil Fp e Ugl Si inviano, insomma, una «diffida al provveditorato regionale» e chiedono di «non adottare un simile provvedimento», proclamando «lo stato di agitazione del personale» e promettono che organizzeranno «una manifestazione davanti alla sede del Dap».