di Chia.Fa.
Nasce il provveditorato di Umbria, Molise e Abruzzo, che avrà sede a Perugia e sarà competente per 15 istituti penitenziari distribuiti nelle tre regioni.
Nasce il provveditorato Umbria, Molise e Abruzzo Nelle ultime ore il ministero della Giustizia, con comunicazione firmata dal direttore generale Massimo Parisi, ha inviato alle organizzazioni sindacali «lo schema di decreto del Presidente della Repubblica con cui viene modificato il regolamento di riorganizzazione del ministero della Giustizia di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 giugno 2015, n. 84». In particolare, ai rappresentanti dei lavoratori viene chiesto di presentare eventuali osservazioni entro l’11 novembre.
Lunga battaglia Con la nascita del nuovo provveditorato si chiude dunque la stagione, iniziata otto anni fa, e segnata dall’accorpamento dell’Umbria alla Toscana, che negli anni è stata fortemente contestata proprio dalle organizzazioni sindacali: tra le accuse più recenti a carico di Firenze quella di inviare regolarmente nelle carceri di Perugia, Terni, Spoleto e Orvieto, i detenuti più problematici. Le altre due regioni coinvolte nell’operazione di riassetto, ovvero Molise e Abruzzo, invece, erano state fin qui accorpate al Lazio.
Analisi La decisione di riorganizzare i provveditorati arriva al termine di «un’analisi dei dati territoriali compiuta con criteri qualitativi, quantitativi e logistici», si legge negli atti allegati. Preso in esame, in particolare, il numero degli «istituti penitenziari, del personale del comparto sicurezza, del comparto funzioni centrali e della dirigenza penitenziaria, nonché quelli della popolazione detenuta delle regioni di minore dimensione», è scritto nei documenti.
Sede a Perugia e 15 carceri All’esito dell’analisi «è emerso che la soluzione più congrua in termini di efficienza e economicità è risultata quella di accorpare in un unico provveditorato regionale le regioni Umbria, Abruzzo e Molise», facendo così nascere un nuovo provveditorato che «ricomprende 15 istituti penitenziari, così da rendere maggiormente omogenea la distribuzione numerica e territoriale». Infine, motivata anche la scelta di Perugia quale sede del provveditorato, «in relazione alla presenza di una struttura che già oggi ospita gli uffici del distaccamento regionale del provveditorato regionale di Firenze».


