di Daniele Bovi
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Cambia la geografia delle carceri italiane. Giovedì a Roma infatti il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburrino, ha presentato il progetto «Circuiti regionali» che differenzia gli istituti penitenziari sulla base della tipologia del detenuto, della sua pericolosità e della posizione giuridica. Stando a quanto emerso nel corso della conferenza stampa di giovedì, il nuovo padiglione di Terni, oggetto di molte polemiche, sarà adibito a struttura di media sicurezza (ovvero per detenuti comuni) mentre Orvieto avrà la custodia attenuata. Il penitenziario orvietano offrirà ai reclusi maggiori opportunità di riabilitarsi, acquisire nuove conoscenze ed accrescere la propria cultura. Insomma, un carcere dove la riabilitazione e la rieducazione non sono solo parole vuote.
Il piano Delle altre due realtà di Perugia e Spoleto nulla è detto, mentre a quanto noto in Abruzzo il carcere di Sulmona sarà dedicato ai detenuti sottoposti al carcere duro basato sul 41 bis (criminalità organizzata e terrorismo), figure recluse anche a Spoleto e Terni. Il progetto del Dipartimento ha lo scopo di trovare soluzioni al sovraffollamento, alle drammatiche condizioni di vita dei reclusi, alle difficoltà lavorative del personale, sottolineate tante volte in Umbria da una polizia penitenziaria sottorganico e spesso vittima di aggressioni; il tutto con uno sguardo al trattamento rieducativo e alle misure alternative. «Sarà un avvio graduale – ha spiegato il vice capo del Dap, Luigi Pagano – perché serve tempo e un forte apporto dalla società esterna. Tutto questo porterà anche ad un aumento nella sicurezza».
Passo in avanti Un «passo in avanti» secondo Tamburrino che cerca di rimediare a «insufficienze – ha detto – talvolta molto gravi del nostro sistema penitenziario che, purtroppo, hanno portato anche a condanne dell’Italia da parte della Corte europea. Abbiamo dei punti di arretratezza, con una insufficiente differenziazione dei detenuti e un’idea “carcerocentrica”». Per i detenuti di media sicurezza ci saranno più possibilità di passare tempo in spazi comuni e di scontare il proprio debito con la giustizia vicino alla famiglia. Ma qual è lo stato attuale delle carceri umbre? Secondo i dati del Dipartimento (aggiornati alla fine di febbraio), nella regione sono recluse 1.606 persone, qualche decina in meno rispetto all’anno precedente. Tutto ciò a fronte di una capienza regolamentare di 1.332 posti, dove sono già conteggiati i 200 posti in più del padiglione ternano.
I numeri Gli stranieri sono in minoranza (692) mentre le donne sono 68 e tutte nella struttura perugina dove c’è l’apposito reparto femminile. I condannati definitivi sono 1.229 e gli imputati 377: di questi quelli in attesa di primo giudizio sono 208, gli «appellanti» 73 mentre quelli accusati di più reati ma che non hanno ancora sul groppone nessuna condanna sono 23. Grazie alla legge «svuota carceri» invece sono uscite 187 persone delle quali 53 straniere. Secondo le statistiche poi l’unica struttura a salvarsi dal sovraffollamento è quella di Terni (456 posti e 356 detenuti grazie al nuovo padiglione); Perugia ospita 513 persone a fronte di 352 posti, Spoleto ben 635 su 456 letti e Orvieto 126 su una capienza regolamentare pari a 111.
